Una macchina chiamata corpo

Una patologia silenziosa, che inizia senza sintomi, ma quando si manifesta può compromettere seriamente la qualità della vita. È l'osteoporosi, la malattia che «consuma» le ossa fino a renderle fragili e facili alle fratture. Frequentissima nelle persone anziane, soprattutto se donne, l'osteoporosi comporta una significativa riduzione della concentrazione dei minerali a livello del tessuto osseo. La «qualità» del nostro osso si determina soprattutto nei primi 25­30 anni di vita. Per questo si dice che la vera prevenzione dell'osteoporosi inizia da giovanissimi. Chi al termine dello sviluppo ha raggiunto un elevato picco di massa ossea, cioè il livello massimo di contenuto di sali di calcio nelle ossa, correrà meno rischi di rompersi molti anno dopo.

Non è mai troppo tardi, però, per prendersi cura delle proprie ossa, evitando di cadere nella cosiddetta osteopenia, carenza ossea che apre di fatto all'osteoporosi. La prevenzione dell'osteoporosi ruota attorno a 3 cardini: l'alimentazione, l'attività fisica e la normale disponibilità di vitamina D. Per quanto riguarda il primo punto, il calcio è il nutriente fondamentale per la salute dell'osso. In realtà, i principali componenti minerali dell'osso sono due: il calcio e il fosforo, ma quest'ultimo è contenuto in una grande varietà di alimenti, per cui una sua carenza è praticamente impossibile. Il calcio, invece, è presente in quantità significative solo nel latte e nei suoi derivati. Latte, yogurt e formaggi devono quindi far parte fin da giovani della nostra dieta di tutti i giorni. Anche il movimento è un alleato preziosissimo. Chi ha iniziato a fare attività sportiva fin da giovane avrà una densità ossea maggiore rispetto a chi non ne ha mai fatta. Però, come sempre, non è mai troppo tardi per iniziare a muoversi: basta una semplice passeggiata di buon passo, ogni giorno, per ricontare dei benefici. Il consiglio è ancor più valido per le signore, specie dalla menopausa in poi.

Infine, un toccasana è la vitamina D. Non è necessario assumerla con i cibi, perché l'organismo la sintetizza autonomamente grazie ai raggi ultravioletti della luce solare. Ecco perché anche per le persone anziane, soprattutto per le donne, è importantissimo stare all'aperto, specie ora che la stagione è così favorevole. Basta davvero un'ora al giorno fuori di casa, con il viso, le mani e le braccia scoperte per ottenere i massimi benefici.

*Specialista in Ortopedia e Traumatologia