La maculopatia porta alla cecità ma gli italiani non lo sanno

Pubblicata la ricerca sulla maculopatia. Molti degli italiani non sono a conoscenza dei sintomi. Gli scienziati: "Importante diagnosi precoce"

Ne soffre il 5,3% della popolazione oltre i 50 anni, per un totale stimato di 1.400.000 sofferenti in Italia. Eppure in molti non lo sanno. Oppure lo scoprono troppo tardi.

Sono questi i risultati della prima indagine a livello nazionale sulla Degenerazione Maculare. La ricerca, condotta dall'istituto Lorien Consulting in collaborazione con il Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), ha permesso di rivelare come solo l'11% della popolazione conosce questo tipo di malattia, nonostante sia molto diffusa. Solo dopo averne riferito la corretta definizione, infatti, i conoscitori fra la popolazione raggiungono il 41%, che resta ben al di sotto della metà degli intervistati, mentre raggiunge il 100% fra i sofferenti. Per i non sofferenti che la conoscono, comunque, il passaparola è il principale canale di comunicazione (10%), mentre ancora molto bassa è la percentuale di persone che ne hanno sentito parlare tramite i media tradizionali.

Secondo quanto emerso dal campione preso a riferimento dai ricercatori, i sofferenti risultano essere in prevalenza donne (il 69% contro il 54% del totale), in prevalenza provenienti dal Nord Ovest (40% contro 27%), con un'età distribuita in maniera diametralmente opposta rispetto alla popolazione e con una maggiore concentrazione di ultraottantenni (54% contro 14%).

Spesso da Degenerazione Maculare può correre di pari passo insieme ad altre malattie. Per esempio, chi ne soffre è maggiormente affetto da diabete (25%) rispetto al resto della popolazione over 50 (11%), ha subito o interventi di cataratta (35% vs 13%) o soffre di ipertensione (46% vs 35%), così come ci sono più fumatori tra i sofferenti (31%) che nel resto del campione (23%).

Ma come si capisce se una persona è affetta da Degenerazione maculare? Di solito si percepiscono macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie) agli occhi, fino quasi alla perdita della vista. "Una diagnosi precoce, ottenibile con un semplice esame non invasivo che dura pochi minuti - sottolinea il professor Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell'Università Vita e Salute del San Raffaele - è fondamentale per anticipare la terapia nei tempi giusti".

"Proprio perché siamo consapevoli che la popolazione ignora la gravità della maculopatia - spiega il dottor Lucio Buratto, Direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) - abbiamo deciso di attuare questo grande screening con una task force di specialisti. Vogliamo fermare questa epidemia che porta grave compromissione della vista".

"L'indagine infatti ha fatto emergere un alto numero di sofferenti di questa patologia - ha commentato il Presidente di Lorien Consulting e direttore della ricerca, il dottor Paolo Rossi - Eppure sono ancora in pochissimi a conoscerla e a ricordare dettagli correlati a essa. Chi la vive ne conosce certamente il livello di gravità, ma fra gli altri la conoscenza è talmente esigua da non sapere che basterebbe una visita medica oculistica per averne una prima diagnosi".

Commenti

Mario82

Lun, 30/10/2017 - 18:00

Strano che il governo non abbia preso in esame la situazione, data l'indiscutibile preparazione medica della Lorenzin! ... e che non sia insegnata la prevenzione nelle scuole, data l'impronta innovatrice della preparatissima e plurilaureata ministra Fedeli!

Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 31/10/2017 - 08:29

egregia redazione , mi sa che vi siete dimenticati di scrivere sull'articolo "sponsorizzato dall'ordine di oftalmologia"

sbrigati

Mar, 31/10/2017 - 14:34

E dopo la prima diagnosi? Come confermano gli oculisti interpellati,non c'è cura che possa anche solo rallentare il decorso della malattia.