Il mal d'orecchi non si vuol sentire

Ne soffrono venti milioni di italiani ma spesso i sintomi sono trascurati. Attenzione al freddo

Marco Palma

Dei cinque sensi è il più delicato: perché è sottoposto continuamente a sollecitazioni sempre maggiori. Ma è anche quello su cui facciamo poca prevenzione e per la sua importanza ne avrebbe bisogno spesso nel corso della nostra vita. L'udito come senso, l'orecchio come organo: fondamentali non solo per l'ascolto, ma per l'equilibrio psicologico e fisico della nostra persona.

«Solo quando ci si ammala ci accorgiamo da quanti e quali problemi veniamo colpiti: dolore, assenza o quasi di udito, mal di testa e di gola; ronzio fino ad arrivare a sensazioni di vertigini. In poco tempo sembra che siamo isolati dal mondo che ci circonda» dice a Il Giornale il professor Giancarlo Cianfrone, primario di audiologia e otorinolaringoiatra dell'Università La Sapienza di Roma. E come tanti disturbi anche quelli che colpiscono l'orecchio si fanno maggiormente sentire nella stagione invernale. «Il freddo, lo sbalzo di temperatura, il vento e l'umidità sono i grandi nemici di questo organo resistente a tante sollecitazioni ma anche molto delicato, più di quello che possiamo immaginare - dice Cianfrone - ed è valido per tutte le età».

LE NOIE FREQUENTI

Tra infezioni, infiammazioni, lesioni per trauma, le patologie dell'orecchio sono tante. Anzitutto l'ipoacusia, cioè la diminuzione dell'udito, che può essere temporanea, parziale, totale, permanente e le cui cause sono molteplici. Altro disturbo frequente tra la popolazione adulta sono gli acufeni, conosciuti comunemente come ronzii o rumori percepiti nell'orecchio in assenza di un rumore effettivo. Spesso sottovalutati, hanno cause diverse e quasi sempre quando si arriva dallo specialista il malato rischia di sottoporsi a una cura lunga e difficile. Ci sono poi patologie, alcune di molto serie, che riguardano l'orecchio esterno come il tappo di cerume che può essere infettante, micosi, eczemi, alcune forme di otiti per poi passare all'orecchio interno con altre forme di otite, otosclerosi, mastoidite. Questo importante organo può essere colpito poi in alcune sue parti che riguardano il timpano, le trombe di Eustachio. Fino ad arrivare a forme tumorali come il neurinoma dell'acustico, che colpisce questo fondamentale nervo.

Ma non solo, perché a carico di tutto il padiglione uditivo «ci possono essere lesioni, profonde o superficiali, che riguardano alcune zone dell'orecchio la cui causa è essenzialmente traumatica aggiunge il dottor Filippo Auriemma dell'Istituto di Otorinolaringoiatra dell'Università Federico II di Napoli e da ricondurre o a lavori particolarmente usuranti, come artificieri militari, minatori o a traumi barometrici, cioè relativi a repentini o prolungati sbalzi di pressione. E il classico esempio è il trauma da decompressione per i sub».

QUANDO FARSI AIUTARE

Infezioni ed infiammazioni si fanno sentire soprattutto nel periodo invernale: «Sono quelle più fastidiose, dolorose ma anche inizialmente sottovalutate. Basta passare dal caldo delle pareti domestiche alle basse temperature esterne, azionare i riscaldamenti e poi uscire di nuovo all'esterno, specie nelle giornate di forte umidità. Proprio allora il nostro orecchio si ammala aggiunge Cianfrone e la cura è affidata non subito allo specialista. Arriva puntuale il fai-da te o il consiglio dell'amico o del vicino, l'uso di farmaci inappropriati. A cominciare dal cortisone che come ogni altra medicina deve essere prescritto dal medico curante. Così come va detto che anche un raffreddore, mal di gola o infiammazione alle vie aeree superiori possono portare a patologie a carico dell'orecchio».

Per tutte le malattie sono stati compiuti molti passi avanti: farmaci biologici, cellule staminali e chirurgia con strumentistica sempre più perfezionata «soprattutto per quanto riguarda la cura della sordità, dove protesi di ultima generazione sempre più piccole e mininvasive hanno permesso la percezione di suoni e di voci impensabili fino a pochissimi anni fa» dice ancora Auriemma.

Ma cosa dobbiamo fare per una buona prevenzione per il nostro udito? «Due cose fondamentali: non arrivare dallo specialista a disturbi presenti già da qualche tempo, ma ai primi sintomi e sottoporsi almeno una volta l'anno da adulti ad una visita audiometrica, l'esame fondamentale per la percezione uditiva; visita che può essere fatta più frequentemente dopo i 65 anni di età».