Il mercato dell’omeopatia regge alla crisi: “L’export è la sfida per il futuro”

Il 2015 si è chiuso con un fatturato di oltre 92 milioni di euro, registrando un +2,91 per cento rispetto al 2014, con punte del 18% per alcune aziende che si sono dimostrate particolarmente performanti

Gli italiani continuano a credere nelle cure omeopatiche. A dirlo sono i dati di Omeoimprese, l’associazione di categoria che rappresenta le più importanti case produttrici e distributrici di farmaci omeopatici in Italia. Il 2015, infatti, si è chiuso con un fatturato di oltre 92 milioni di euro, registrando un +2,91 per cento rispetto al 2014, con punte del 18% per alcune aziende che si sono dimostrate particolarmente performanti.

““Il numero di italiani che ha familiarità coi nostri prodotti resta elevato – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga -, ma la crisi economica che ha colpito la società a livello globale ha senza dubbio influito negativamente sulle prescrizioni dei farmaci, completamente a carico dei pazienti, così come le visite specialistiche. A portare verso il basso il fatturato globale sono performance scarse di gruppi, anche molto grandi, che però restano fuori da Omeoimprese”.

Se per Omeoimprese i dati presentano un segno positivo, va però considerato che in generale il comparto omeopatico ha chiuso l’anno con una flessione dell’1 per cento. Ma visto il periodo, Omeoimprese lo giudica comunque un successo e rilancia.

“I dati presentati non tengono conto dell’export che alcune aziende producono e che, per tutte, sarà la sfida per i prossimi anni – continua Gorga - grazie alle nuove norme sulla regolamentazione dei medicinali omeopatici che prevedono un numero di AIC alla stregua di tutti i farmaci tradizionali, senza il quale, ad oggi, era complicatissimo esportare, se non addirittura impossibile.”

Il fatturato complessivo dell’intero comparto italiano vale oltre 300 milioni di euro di sell out, mentre sono oltre 4mila le famiglie, tra impiego diretto e indotto, che vivono del mercato dei medicilani omeopatici e antroposofici nel nostro Paese.

Doxa Pharma ha calcolato che 1 italiano su 6 fa uso regolare, almeno una volta all’anno, di medicinali omeopatici e antroposofici, mentre sono più di 20.000 i medici che ne prescrivono o consigliano l’utilizzo.