Nessuna vergogna se il bambino fa la pipì mentre dorme

I genitori ne parlino subito con il pediatra per evitare problemi psicologici al piccolo

Gabriella Lombardo

Che il «mestiere» di genitore sia tra i più difficili e che molto spesso si brancoli nel buio davanti a certi comportamenti di infanti e adolescenti è un dato di fatto. Soprattutto quando ci si trova a dover affrontare problemi di cui non si conosce esattamente la causa anche per colpa di informazioni non corrette, problemi che molto spesso vengono taciuti e nascosti in quanto causano un senso di «vergogna» familiare. È il caso, ad esempio, dell'enuresi notturna, ossia la perdita involontaria di urina durante il sonno che interessa bambini di età superiore ai 5 anni.

Un disturbo diffuso, tanto che circa il 5-10% dei bambini di 7 anni bagna regolarmente il letto e il disagio può persistere fino all'adolescenza o addirittura all'età adulta senza che se ne comprendano esattamente le cause, che un tempo erano attribuite solamente a inspiegabili motivi di origine psicologica. Per fare chiarezza su questo disturbo diffuso, la ICCS-International Chidren's Continence Society e la ESPU-European Society dor Paediatric Urology hanno indetto per il 30 maggio scorso il World Bedwetting Day, ossia la giornata mondiale dell'enuresi.

«Sebbene l'enuresi non sia causata direttamente da disturbi psicologici ha spiegato per l'occasione la pediatra e urologa Maria Laura Chiozza - chi ne soffre può svilupparne, soprattutto per quanto riguarda l'autostima che può tradursi anche in disturbi relazionali in età adulta. Tra le cause dell'enuresi infantile rientrano una capacità ridotta della vescica o un ritardo di maturazione di questa e talvolta l'incapacità di svegliarsi. È una condizione medica comune che può e deve essere trattata, ed è sempre bene parlarne con il pediatra per valutare se sia l'unico problema o se ve ne siano da affrontare altri, tra i quali l'enuresi diurna, la vescica iperattiva (con necessità urgente di minzione), l'incontinenza fecale, la stipsi o frequenti infezioni del tratto urinario. Solamente l'enuresi a esordio tardivo (secondaria) è associata a un maggior rischio di problemi comportamentali, quale la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività».

I genitori devono quindi imparare a non vergognarsi davanti a questi sintomi e nemmeno sottovalutarli, ma parlarne liberamente con il pediatra per trovare la soluzione a una condizione medica che può incidere pesantemente sull'autostima di un bambino, sul suo benessere emotivo e sulla sua capacità di affrontare la giornata, compresa la scuola e gli impegni sociali.

Anche perché trattare l'enuresi con successo è pèossibile, grazie anche al supporto attivo di Mario Sergi, business unit director dell'azienda farmaceutica Ferring, leader sul mercato, che collabora in questa campagna di sensibilizzazione e informazione dando voce a medici urologi e pediatri per spiegare come prendersi cura, rassicurare e dare una mano ai genitori che si trovano in difficoltà.