Operazione al cuore con l'ipnosi a scopo analgesico

L'intervento di ablazione della fibrillazione atriale, presso l'Ospedale San Paolo di Savona, è riuscito perfettamente

Etimologicamente significa "sonno", tuttavia non può essere definita come tale. L'ipnosi, infatti, è una tecnica terapeutica che conduce il soggetto da una condizione di sonnolenza ad una di sonno apparente, con integrità di coscienza fino ad uno stato di sonno profondo. A livello neuropsicologico, dunque, essa si pone nell'ambito del continuum dei livelli di vigilanza dell'individuo, fase in cui l'eccitazione e l'inibizione della corteccia cerebrale crescono in maniera differente. Il processo ipnotico è determinarlo da strutture cerebrali diverse da quelle di altri processi (veglia, sonno e sogno) ed è proprio questa la sua particolarità. Si classifica, inoltre, sia secondo un criterio quantitativo che qualitativo. Si hanno allora varie fasi: quella letargica, quella catalettica e quella sonnambulica.

L'ipnosi è nota sin dall'antichità. I sacerdoti greci ed egizi, ad esempio, la utilizzavano a scopo religioso rafforzando così la loro autorità con miracoli e guarigioni. La comprensione psicologica del fenomeno iniziò nel 1841 con James Braid che, dopo un primo momento di avversione, ne divenne il più ardente fautore. A lui si deve l'invenzione del termine 'ipnotismo'. L'evoluzione di questa pratica verso la forma oggi riconosciuta clinicamente, la si deve allo psichiatra M. Erickson. Questi era capace di indurre una trance partendo da ricordi, racconti, episodi che apparentemente sembravano non essere collegati al problema del paziente. Scopo finale era quello di accedere al potenziale inconscio e alla capacità naturale di apprendere del soggetto. Nel 1957 in Italia venne praticata la prima operazione di appendicectomia con l'ipnosi e tale evento contribuì ad un'analisi più scientifica dello strumento e dei suoi campi di applicazione.

Lo stesso, infatti, con il tempo si è rivelato utile in ostetricia, anestesiologia, chirurgia ed odontoiatria. Negli scorsi giorni all'ospedale San Paolo di Savona per la prima volta è stata effettuato un intervento chirurgico di ablazione della fibrillazione atriale mediante induzione ipnotica a scopo analgesico. La collaborazione con il centro di Aritmologia dell'Ospedale Cardinal Massaia di Asti è stata fondamentale per il dottor Luca Bacino, fermamente convinto dell'efficacia di questa pratica nel rendere la procedura operativa ancora più tollerata. Per la precisione l'ablazione della fibrillazione atriale è un intervento che consente di curare gli episodi di aritmia ed ha una durata talvolta superiore alle tre ore. Generalmente si necessita di una politerapia farmacologica locale e sistemica a scopo analgesico e anestetico. Medicinali questi che, grazie all'impiego dell'ipnosi (purtroppo ancora poco nota e applicata in ambito clinico) sono stati ridotti drasticamente.