È più efficace la terapia combinata per il melanoma

Luisa Romagnoni

È il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni. L'incidenza, negli ultimi decenni è in continua crescita on Europa. Nel nostro Paese solo nel 2016, sono attesi circa 13.800 nuovi casi. Si tratta del melanoma, una neoplasia molto aggressiva della pelle, poco nota (solo il 28% degli italiani la conosce) e oggi con straordinarie soluzioni terapeutiche: i trattamenti a bersaglio molecolare agiscono su una mutazione specifica, efficaci anche nella forma metastatica, la più difficile da trattare. L'approccio di precisione, detto terapia target, in questi anni, si è concentrato su alcune tipologie di mutazioni.

«Se fino ad oggi le terapie tradizionali, chemioterapia e radioterapia, hanno avuto come obiettivo il tumore, l'approccio di precisione prende a bersaglio solo le mutazioni genetiche rilevanti. La mutazione Braf è presente in circa il 50 per cento della popolazione affetta da melanoma metastatico e rappresenta dunque un importante bersaglio molecolare», sottolinea Paola Queirolo, oncologia medica IRCCS San Martino, IST Genova e presidente Intergruppo Melanoma Italiano (Imi). «Grazie alle evidenze di efficacia e sicurezza dimostrate in importanti studi clinici, la combinazione dabrafenib + trametinib, a breve sarà rimborsabile per il trattamento di pazienti adulti con melanoma non resecabile o metastatico positivo per la mutazione di Braf-V600. Come Imi, operiamo in rappresentanza di tutte le professionalità che entrano in gioco in questo nuovo approccio alla gestione clinica del paziente con melanoma, un approccio multidisciplinare che permette l'ottimizzazione del trattamento». Di recente, al congresso dell'European society for medical oncology (Esmo), dati dello studio Combi-v, con follow-up a 3 anni, hanno dimostrato che questo trattamento di prima linea, rispetto alla monoterapia registra un miglioramento in termini di sopravvivenza globale. «A questo, si aggiungono significativi risultati in termini di durata mediana delle risposte complete, che si attesta a circa 3 anni e mezzo. Dati che rinforzano il valore di questa terapia mirata di combinazione nel trattamento di questa patologia».