Le psicosi insidiano la vita

A rischio giovani dai 16 ai 30 anni, hanno una alterata visione della realtà

Luigi CucchiGravi le distorsioni della realtà. In Europa sono circa 5 milioni (300 mila in Italia) le persone affette da un disturbo psicotico caratterizzato da gravi alterazioni del pensiero e della percezione, che possono manifestarsi con deliri, allucinazioni, persecuziomi, ipocondria, bizzarrie, disturbi del movimento e a volte aggressività. Un insieme di sintomi che evidenzia l'alterata realtà a causa di fattori genetici che interagiscono con quelli ambientali. Colpisce persone dai 16 ai 30 anni, raramente si manifesta nei bambini e dopo i 45 anni. I disturbi psicotici, già descritti a fine Settecento, comprendono la schizofrenia, uno delle patologie psichiatriche più complesse e meno comprese, una condizione cronica. É tra le patologie che hanno un grande impatto sulla vita del paziente e dei familiari ed è inclusa tra le prime dieci cause di grave disabilità cronica. Può portare in numerosi casi al suicidio. Alcuni individui mantengono una condizione di equilibrio e benessere fisico e mentale, ma solo nelle forme meno gravi. La diagnosi di schizofrenia può essere complessa e difficile e spesso non è accettata nè dai pazienti nè dai familiari. Le cure ed il recupero del paziente sono lunghe e non sempre efficaci. I costi associati a questa malattia vengono stimati in circa 3,2 miliardi di euro, di questi, il 60% è costituito da costi indiretti, come perdita di produttività dei pazienti e dei loro familiari. Tra i costi diretti, il trattamento farmacologico pesa solo per il 10%, mentre l'81% è assorbito dai costi di ospedalizzazione e assistenza domiciliare. La schizofrenia assorbe gran parte delle risorse destinate ai Dipartimenti di Salute mentale, soprattutto a causa delle ricadute a cui vanno incontro moltissimi pazienti. In Italia più di una persona su tre, nonostante abbia un disturbo schizofrenico, non arriva al contatto con i Servizi e di conseguenza non riceve alcun trattamento. «L'intervento farmacologico con antipsicotici deve avere caratteristiche d'immediatezza e di continuità: quest'ultima riduce di circa il 60% l'incidenza delle ricadute e delle ospedalizzazioni», afferma Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di neuro psico farmacologia e ordinario di psichiatria all'università di Catania. La conferma viene da una meta-analisi di 65 studi clinici, che hanno coinvolto più di 6.000 pazienti schizofrenici. «Nell'ottica di un approccio innovativo alla gestione del malato è bene valutare l'opportunità di utilizzare trattamenti che consentano la continuità delle cure, come i cosiddetti farmaci LAI - long acting injectable, grazie ai quali migliora l'aderenza alla terapia». Un ulteriore aiuto per superare le criticità nel trattamento della psicosi e per favorire il recupero dei malati è il progetto Triathlon che sta per decollare in Italia e che coinvolgerà nell'arco di 18 mesi più di 3.000 specialisti e operatori sanitari di 36 Dipartimenti di Salute mentale. Svilupperanno attività di formazione su tutti gli elementi utili al benessere dei pazienti: non solo farmacoterapia, ma anche psico educazione e riabilitazione. La disciplina del Triathlon viene proposta come nuovo approccio terapeutico. Un programma che terminerà con il Primo campionato di Triathlon a squadre della salute mentale.La schizofrenia è una malattia devastante non solo per il paziente, ma per tutta la famiglia che viene destabilizzata e sovente disgregata da questa patologia che condiziona gravemente i rapporti all'interno del nucleo familiare e dell'ambiente esterno.