Punture da medusa: ecco cosa fare

I nostri mari sono minacciati dall’insidia delle meduse che colpiscono maggiormente i bambini. Le loro punture sono urticanti, provocano arrossamento della pelle e bruciore intenso. Ecco i rimedi degli esperti

Ogni anno con la stagione estiva nei nostri mari torna l’insidia delle punture delle meduse.

Ogni estate circa 150 mila persone vengono punte da una medusa. Le meduse sembrano polipi rovesciati. Hanno un aspetto gelatinoso, colori scintillanti, filamenti fluorescenti. Ad essere maggiormente esposti alle loro insidie sono i bambini in quanto trascorrono in acqua molto tempo per giocare.

Le punture delle meduse sono altamente urticanti per la nostra pelle. I loro tentacoli contengono le cnidocisti, piccoli organi che rilasciano il veleno e servono come difesa dai predatori. Questi organi urticanti si appoggiano alla nostra pelle rilasciando dei filamenti pericolosi. Le punture delle meduse provocano un forte dolore oltre ad arrossare l’epidermide. L'area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende a scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi, è bene evitare pomate antistaminiche. Occorre tenere coperta e ben protetta da uno schermo solare fino a quando infiammazione non scompare completamente. Ciò non avviene prima delle due settimane dalla puntura.

I medici ci suggeriscono come comportarci correttamente in caso di puntura. Ecco rimedi utili e semplici per affrontare questo inconveniente fastidio:

- uscire immediatamente dall’acqua;

- mantenere la calma e rivolgersi a una persona in grado di aiutarci;

- lavare accuratamente la parte colpita;

- usare l’acqua di mare e non l’acqua dolce;

- inumidire la puntura con aceto perché è in grado di “spegnere” le cellule che si sono appiccicate in caso di puntura. L’aceto però non cura l’infiammazione ma ha solo un effetto palliativo immediato sul bruciore;

- rimuovere i filamenti dei tentacoli. Quelli attaccati alla pelle vanno rimossi con una pinzetta;

- applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio. Serve per bloccare la diffusione delle tossine del veleno iniettato. In alternativa utile è una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato. Purtroppo agisce solo dopo 20-30 minuti dall'applicazione;

- tenere al caldo la parte danneggiata.