Quando stress e bullismo fanno esplodere il diabete

Marco Palma

Diabete: è allarme rosso. Lo ha decretato l'Organizzazione mondiale della sanità visto l'aumento drammatico nei casi in tutto il mondo: 350 milioni, 60 milioni in Europa. Soprattutto di diabete di tipo 2, quello dove non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina o non agisce in modo adeguato nel nostro corpo. In Italia gli ultimi dati di settore sono preoccupanti: 4 milioni (il 5,4% della popolazione) tra gli adulti ed oltre 40mila tra i bambini e gli adolescenti. Pediatri e diabetologi mettono sotto accusa la scelta di aver mandato in soffitta la dieta mediterranea, patrimonio dell'Unesco, le troppe ore passate davanti a computer e tv. E un bambino obeso oggi sarà un adulto malato domani: di diabete e di malattie cardiovascolari.

GLI EFFETTI DELLO STRESS

Una ricerca internazionale delle università di Stoccolma e Copenhagen, pubblicata sulla rivista scientifica Diabetologia, dimostra che è più facile contrarre la malattia se si sono subiti episodi di bullismo sul posto di lavoro: essere state vittime di mobbing o di forti stress aumenta il rischio di diabete addirittura del 46%. Gli ormoni che regolano lo stress sono anche quelli che controllano l'insulina, inoltre la tensione induce a mangiare di più, soprattutto dolci, nelle ore sbagliate e in modo disordinato. E l'aumento del peso è uno dei fattori chiave che agevola l'insorgere della malattia.

Tra le iniziative avviate sul territorio, c'è la campagna di sensibilizzazione dal titolo: «Hai il diabete? C'è una buona notizia per te», patrocinata dalla società italiana di Diabetologia, dall'associazione Medici diabetologi e dalle rispettive fondazioni di ricerca. Nel sito www.novitadiabete.it i malati con questa patologia potranno scoprire quali possono essere le linee guida per una prevenzione della malattia, a cominciare da un corretto stile di vita soprattutto alimentare. Ed essere poi informati sulle principali soluzioni terapeutiche così da poter convivere con il diabete con più serenità e meno stress.

CONVIVENZA SERENA

«Un paziente informato è un paziente più attento alla terapia: si cura meglio, vive decisamente più a lungo ed impara a gestire tutte le problematiche che possono insorgere dialogando con maggiore attenzione sia con il proprio medico curante che con i familiari spiega Domenico Mannino, presidente dell'associazione Medici diabetologi acquisisce notizie sempre maggiori per la sua malattia e si ricorderà meglio gli errori anche quotidiani che una persona diabetica finisce per commettere».

Al centro della campagna «la regola del 7»: infatti per chi soffre di diabete l'obiettivo da raggiungere è avere l'emoglobina glicata sotto il 7%. Ma sette sono anche le regole della prevenzione e le cose fondamentali da sapere su questa malattia. E infine ancora sette saranno le cose «davvero insopportabili» che le persone diabetiche decideranno di elencare attraverso un sondaggio on line al sito della campagna informativa, così da creare un numero sempre maggiore di pazienti che dialogano tra di loro e sono consapevoli di come affrontare una patologia che, se non gestita correttamente, può portare ad essere invalidante e, nei casi acuti, anche alla morte. «A causa dei non corretti stili di vita, in special modo alimentari sostiene Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di Diabetologia sono in preoccupante crescita i malati di diabete di tipo 2, persone sempre più giovani, anche adolescenti.

DIVIETO DI DIVANO

Sedentarietà, dieta non corretta, fumo sono tra i nemici del diabete. Purtroppo prima si manifesta questa malattia e maggiore sarà la sua durata, con milioni di giornate di lavoro perse dai diabetici in fase acuta della malattia e complicanze sempre più frequenti di carattere metabolico, cardiovascolare, renale».

Sono proprio i diabetologi ad aver denunciato l'incremento dei malati nei centri di riferimento del servizio sanitario nazionale, evidenziando come il rapporto medico-paziente non sia sempre ottimale: ne consegue «una gestione difficile del diabete a livello di controlli. Molti anziani si dimenticano di prendere i farmaci curativi, o non si adattano alle nuove terapie sostitutive, un numero sempre crescente di malati aggiunge Sesti con disordini alimentari talmente importanti che hanno prodotto alla lunga uno stato di obesità ed una sofferenza cardiovascolare importante». Infatti la malattia cardiovascolare «è la prima causa di morte nel diabetico dice ancora Mannino con diabete mellito. E un adulto con diabete ha una probabilità di morte più che doppia rispetto ad una persona sana». In Italia, lamentano gli specialisti, non è stato pienamente attuato il Piano nazionale del diabete, varato dal Ministero della salute e sottoscritto dalle Regioni che stabilisce ci debba essere piena integrazione tra medico di famiglia e specialista.