Sciare sempre e comunque Così si abbattono le barriere

SciAbile e un team di maestri permettono a chi ha problemi di disabilità di praticare lo sport preferito

Cesare Gasparri Zezza

Salice d'Ulzio «Chiunque sia venuto a sciare con noi, ha trovato beneficio ed è tornato». Così Alberto Bergoin, presidente della Scuola di sci di Salice d'Ulzio, Sauze d'Oulx Project, e responsabile del progetto SciAbile, uno dei primi che si adopera per portare sugli sci persone con diversi tipi di disabilità. Un programma che ha preso vita all'interno di SpecialMente, l'iniziativa di responsabilità sociale di Bmw Group Italia, con Alex Zanardi testimonial e trascinatore.

I maestri di Sauze cominciano la loro mission 15 anni fa insieme a persone on disabilità motorie. Qualche anno dopo si specializzano per assistere i non udenti imparando anche il linguaggio dei segni. Poi, ancora sui banchi di scuola per capire come interagire con ipo e non vedenti, e le persone con deficit psichici.

La dedizione e la professionalità dei maestri di sci, si fonde con i ragazzi creando un rapporto indissolubile, non solo con gli allievi, ma anche con le loro famiglie. SciAbile ha aiutato finora oltre 1.200 persone. Ecco Salvatore, per esempio: 39 anni, calabrese. «Come tutti i ciechi, da quando sono nato mi devo sempre affidare a un'altra persona», spiega tra una sciata e l'altra. La sua famiglia ha deciso di trasferirsi a Roma per offrirgli la possibilità di una vita «normale». I primi anni di scuola all'Istituto per ciechi Sant'Alessio.

«Sono stato il primo cieco a occupare una scuola - racconta con un sorriso contagioso poi ho proseguito gli studi al Socrate, un liceo per ragazzi normodotati, per terminarli con una laurea e un corso in Rai come giornalista radiofonico non vedente. Sugli sci ho provato emozioni incredibili che non avevo mai provato», afferma. Ad ascoltare c'è lo chef Gianfranco Pascucci, l'amico che ha scoperto questa scuola e ha accompagnato Salvatore a Salice d'Ulzio.

Esperienza diversa è quella di Emiliano, dal 2011 senza una gamba, persa in un incidente in moto. Non ha mai rimesso gli sci dopo l'incidente fino allo scorso anno, proprio qui a Sauze. «La libertà e le emozioni che provo sulla neve, sono le stesse di quando vado in moto». Non ama il termine «disabile». «È la tua percezione che mi vede diverso mi dice - ma io non lo sono. Compatire chi è nelle mie condizioni è un errore madornale. Sciando accendo il confronto con me stesso, siamo io, la mia forza di volontà, la tavola e la neve».

Sergio Solero, numero uno di Bmw Group Italia: «Se qualcuno fa qualche cosa per aiutare a migliorare la società, sicuramente migliorerà le proprie condizioni di successo».

I maestri di sci, i ragazzi coinvolti e le loro famiglie sono l'esempio di come queste parole siano vere e la disabilità è solo negli occhi di chi guarda.