Sclerosi multipla, le cellule staminali mesenchimali sono sicure

Lo studio MESEMS, durato sette anni, è il più grande condotto con cellule staminali mesenchimali fino ad ora

Nel mondo ne soffrono circa 2,3 milioni di persone. La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, ovvero caratterizzata da lesioni a carico del sistema nervoso centrale. In particolare si verificano un danno e una perdita di mielina in aree definite "placche" che possono essere disseminate ovunque negli emisferi cerebrali, con predilezione per i nervi ottici, il cervelletto e il midollo spinale. Tale patologia può esordire a qualsiasi età, ma viene diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni e le donne risultano essere colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Ad oggi le cause di insorgenza della sclerosi multipla sono ancora incerte. Tutte le evidenze scientifiche, però, definiscono la malattia come multifattoriale. La sua natura, legata a una doppia componente, avrebbe quindi alla base cause immunologiche, ambientali, infettive e genetiche. Il danno mielinico interferisce con la trasmissione dei segnali nervosi tra il cervello, il midollo spinale e altre parti del corpo. Tale alterazione provoca i sintomi primari della sclerosi che variano a seconda di dove avviene il danno. Tra le manifestazioni più comuni si ricordino la stanchezza, l'intorpidimento del volto, del corpo, delle estremità, la difficoltà nel camminare. Ancora: disfunzioni a livello di vescica e intestino, disturbi della vista, vertigini, dolori, alterazioni di tipo cognitivo, depressione, cambiamenti di umore e spasticità.

Si è concluso da poco a Stoccolma (11-13 settembre) il 35° Congresso dello European Committee for Treatment and Research on Multiple Sclerosis (ECRIMS) durante il quale sono stati presentati da Antonio Uccelli, Direttore Scientifico dell'Ospedale Policlinico San Martino e da Mark Freedman, Professore di Neurologia dell'Ottawa Hospital Research (Canada), i dati dello studio MESEMS (Mesenchymal Stem cells for Multiple Sclerosis). L'obiettivo principale di questa ricerca clinica di fase II era quello di valutare l'efficacia e la sicurezza di un trattamento rispetto al placebo a 24 settimane dalla somministrazione delle cellule mesenchimali. Lo stesso prevedeva il prelievo di cellule staminali dal midollo spinale del paziente, un loro successivo trattamento e una reinfusione per via endovenosa. Lo studio, durato sette anni, ha coinvolto 144 soggetti affetti da sclerosi multipla attiva.

I risultati della sperimentazione sono incoraggianti. Il trapianto autologo di cellule staminali mesenchimali è infatti sicuro e privo di effetti collaterali, anche se a livello clinico e alla RMN non sono ancora evidenti i risultati attesi. Lo studio MESEMS, il più grande mai condotto con cellule staminali mesenchimali fino ad ora, si prefigge di capire se il trapianto autologo sia in grado di ridurre il numero di ricadute della malattia e se possa aiutare a ricostruire il tessuto nervoso danneggiato.