La scoliosi non si cura facendo ginnastica

Esami e test possono prevenire la malattia

Spesso, quando si parla di mal di schiena nei bambini, si immagina che la patologia alla base dei dolori sia la scoliosi. In realtà sono davvero tanti i falsi miti che circondano questa malattia.

Il primo, da sfatare assolutamente, è che la scoliosi possa essere causata dall'uso degli zaini troppo pesanti. Questo perché ci si trova di fronte a una vera e propria malattia, principalmente di origine genetica, che non può essere determinata, né peggiorata, dalla postura scorretta. E' però importante anche sapere che la scoliosi non può essere corretta attraverso la ginnastica posturale. Nessuna attività correttiva del genere è, secondo gli specialisti, in grado di curare questa patologia. La malattia deve, invece, essere affrontata utilizzando un corsetto ortopedico, naturalmente adeguato in base al tipo di scoliosi e all'età del giovane paziente. Il terzo mito da sfatare riguarda il nuoto. Nonostante molte persone siano convinte della sua utilità, questo sport non è in grado di evitarne l'insorgenza. Questo naturalmente non vuol dire che questo «difetto» non possa essere in qualche modo prevenuto.

Oggi i pediatri, attraverso la flessione in avanti del tronco, sono in grado di rilevare le asimmetrie e il cosiddetto gibbo, che è un importante indicatore della gravità della curva e un considerevole discriminante sulla necessità di rimandare o meno il paziente a una visita di secondo livello per ulteriori accertamenti. Questi esami più approfonditi possono prevedere la teleradiografia del rachide in toto, possibilmente su pellicola, al fine di rilevare l'angolo della curva scoliotica. Questo test di solito si effettua quando l'asimmetria, cioè il gibbo, supera i 5 millimetri, al fine di non esporre i ragazzi a inutili radiazioni nocive.

Per i casi nei quali questa soglia non venga superata, il trattamento si limita al controllo periodico del paziente, soprattutto quando esiste una familiarità positiva con la patologia. In questo caso sono opportuni controlli ogni sei mesi per verificare se il trend sia in peggioramento o meno. Per quanto riguarda l'approccio chirurgico, questo è limitato solo ai casi più gravi. Quando cioè la curva supera i 50 gradi e la scoliosi ha serie implicazioni di tipo biomeccanico sul rachide. In tutti gli altri casi la terapia più appropriata richiede il corsetto ortopedico.