SESSO E MALATTIE Il grande tabù del preservativo

Maria Sorbi

Solo un italiano su cinque usa il preservativo. E nemmeno sempre. Per di più, chi lo utilizza lo fa quasi esclusivamente per evitare gravidanze indesiderate e non per prevenire malattie a trasmissione sessuale. Purtroppo sull'argomento ci sono un'inconsapevolezza e una disinformazione dilaganti tra i giovani (e non). E nemmeno l'appello controcorrente di Papa Francesco («Usate il preservativo contro l'Aids») ha sortito effetti rilevanti.

Fatto sta che, Hiv a parte, le infezioni che si possono trasmettere sotto le lenzuola in rapporti poco sicuri sono un'infinità. Spesso sono asintomatiche ma causano problemi molto gravi: dalla sterilità maschile alla morte del feto prima del parto. L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l'allarme e sollecita una prevenzione più capillare. Secondo l'ultimo bollettino, ogni giorno si verificano un milione di nuovi casi di malattie sessualmente trasmissibili (anche negli over 70). Significa 376 milioni di nuovi casi di quattro malattie in particolare, a volte contratte assieme: clamidia, gonorrea, tricomoniasi, sifilide.

La tricomoniasi è causata da un'infezione trasmessa dai parassiti durante il sesso, mentre clamidia, sifilide e gonorrea sono infezioni batteriche. Ci sono poi altre infezioni che si possono passare tramite vie sessuali: papilloma virus, sarcoma di Kaposi, granuloma inguinale. Il monitoraggio di queste malattie è assolutamente difficile per la noncuranza dei soggetti che le contraggono: le visite dal medico, i test diagnostici e un minimo di prevenzione vengono continuamente rinviati, finché l'infezione ha già provocato danni irreparabili nel corpo.

BASTEREBBE L'ANTIBIOTICO

La tricominasi, che la stragrande maggioranza dei giovani non ha mai nemmeno sentito nominare, resta asintomatica nell'uomo. Nella donna invece può manifestarsi con perdite vaginali giallo-verdastre, maleodoranti, irritazione della vulva o una sintomatologia molto lieve. Diventa però più pericolosa se viene contratta in gravidanza, infatti potrebbe associarsi ad un aumento di eventi avversi, come la rottura prematura delle membrane, il parto pre termine e un basso peso alla nascita nel bambino.

Altra infezione molto diffusa è la clamidia, dovuta a un batterio che si potrebbe fermare semplicemente utilizzando il preservativo. Causa dolori al basso ventre, soprattutto durante il rapporto sessuale, infiammazione e ingrossamento dei linfonodi inguinali. Spesso per diagnosticarla basta un semplice tampone, in altri casi occorre un esame più approfondito da eseguire il laparoscopia ma è sufficiente una cura antibiotica per eliminarla.

Idem per la sifilide che tuttavia, se non viene trattata adeguatamente, può causare danni al sistema nervoso e ai vasi arteriosi, disordine mentale e morte. Se ci fosse più attenzione nei controlli da parte dei soggetti a rischio, l'infezione sarebbe potenzialmente controllabile dai sistemi di sanità pubblica. Ma molti se ne accorgono tropo tardi e solo quando hanno contagiato altri partner. Risultato: i casi sono cresciuti del 400% negli ultimi vent'anni.

LA SUPER GONORREA

C'è invece una nuova malattia quasi impossibile da curare: la super gonorrea, cioè una versione di gonorrea resistente a ogni tipo di antibiotico in commercio. Il batterio in questione per crescere e riprodursi ha bisogno di un ambiente caldo e umido e gli organi genitali femminili e l'uretra (sia nella donna che nell'uomo) sono il luogo ideale. L'infezione può però svilupparsi anche in altre sedi: bocca, gola, occhi e retto. Se non trattata può avere conseguenze gravi: nelle donne può danneggiare le tube, causando infertilità, e aumentare il rischio di gravidanza extra uterina. Nell'uomo può arrivare a provocare l'epididimite, un'infiammazione che, se non trattata, può portare alla sterilità.

Il primo caso di super gonorrea è stato isolato in Inghilterra. Il batterio ha colpito un uomo che poco tempo prima era stato in viaggio nel Sud Est asiatico. Nessun ciclo di antibiotici tradizionali è riuscito a sconfiggere la malattia. E persino gli antimicrobici di nuova generazione sono serviti. La Public health england ha quindi deciso di potenziare la sorveglianza per identificare e gestire i ceppi resistenti di infezione e aiutare a ridurne l'ulteriore diffusione. Ma questo la dice lunga su cosa sta accadendo e su quanto la superficialità e la disattenzione nei rapporti sessuali possa contribuire a far nascere nuove malattie o versioni più strong di quelle già esistenti.