Sfida dell'Europa al cancro

Vanno uniformate le terapie in tutti i 17 Paesi aderenti alla Ue

Armonizzare in tutta Europa le cure per i pazienti neoplastici. Uniformare i piani oncologici nazionali e condividere le migliori pratiche per la lotta contro il cancro. Superare in tal modo le profonde differenze tra Stati e perfino tra regioni. Per definire strategie vincenti la Commissione Europea ha promosso nel 2014 la Joint Action on Cancer Control a cui hanno aderito: 17 Paesi Membri (Italia compresa) attraverso la partecipazione dei rispettivi ministeri della sanita', societa' scientifiche, associazioni di malati e mondo accademico. I documenti finali prodotti dalla Joint Action saranno illustrati nel corso della Conferenza conclusiva organizzata a Malta il 15-16 e 17 febbraio dalla Presidenza maltese. Il tema sara': «Innovation action in cancer control». Interverranno il ministro Lorenzin insieme ad altri 7 Ministri dei Paesi membri ed Il professor Francesco de Lorenzo - presidente dell'European Cancer Patient Coalition www.ecpc.org a cui afferiscono 408 Associazioni di malati operanti nei 28 Paesi membri. De Lorenzo e' stato invitato a tenere una relazione sul «Ruolo dei pazienti nelle future sfide della politica europea sul cancro» avendo partecipato attivamente ai lavori della Joint Action ed alla realizzazione di alcuni documenti finali: disparita' di accesso dei malati ai trattamenti terapeutici nei diversi paesi. Proposte per affrontare i problemi degli oltre piu' di 10milioni di persone guarite dal cancro che vivono nei 28 paesi EU e Linee Guida per l'armonizzazione dei Piani oncologici dei Paesi Europei. La Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (www.favo.it) in collaborazione con ECPC, ministero della Salute, Commissione EU, ECL e LILT nello scorso settembre, ha organizzato a Roma, un convegno per far conoscere e condividere il lavoro svolto nei 3 anni di attivita' della Joint Action. «Molto si fa in Europa x il cancro - afferma De Lorenzo - ma molto di più' si deve fare nei Paesi Membri per ottenere che gli eccellenti risultati condivisi dai 17 Paesi nella Joint Action vengano recepiti e trasferiti nelle politiche sanitarie di ciasuno di essi: dagli screening al tempestivo accesso alle terapie innovative, dal superamento delle criticità connesse alla cronicità e alla guarigione dal cancro, al diritto alla riabilitazione e al ritorno ad una vita normale e produttiva». Se le raccomandazioni della Joint Action verranno recepite in Italia ed inserite nel Piano Oncologico Nazionale e poi in quelli regionali sarà possibile dare risposte alle aspettative di circa 3 milioni di persone che hanno o hanno avuto una diagnosi di cancro, di cui oltre 700mila in età lavorativa. In Italia nel 2013 sono state registrate 366mila nuove diagnosi e 173mila decessi. Sebbene l'incidenza dei tumori sia in crescita, la diagnosi precoce e le nuove terapie hanno aumentato le possibilità di cura e di guarigione. In 5 anni gli italiani che vivono dopo un tumore sono aumentati di circa il 20%: da 2 milioni e mezzo nel 2010 a circa 3 milioni nel 2015. Si aprono quindi nuovi e diversi scenari rispetto al passato, che richiedono politiche sanitarie in grado di tener conto dei cambiamenti epocali in oncologia. L'istituzione della Carta Europea dei Diritti dei malati di cancro, promossa da ECPC e da altre organizzazioni scientifiche europee e' stata presentata a Strasburgo nel febbraio 2014 condivisa dall'allora commissario europeo per la salute, Tonio Borg e recepita da iniziative legislative europee.

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