Alga tossica, che cos'è e quali sono i rischi per la salute

Nel periodo tra Luglio e Agosto i nostri mari vengono contaminati dalla famigerata alga tossica. Provoca febbre, difficoltà respiratorie, congiuntiviti. Nuoce anche alla fauna e flora marina

Negli ultimi anni, nei nostri mari, si sta diffondendo la famigerata “alga tossica”.

La causa principale del suo proliferarsi è il cambiamento climatico e l’innalzamento esagerato delle temperature, il ristagno delle acque, la presenza di fosforo e azoto provenienti dalle acque di fiumi e laghi. L’alga tossica non è visibile a occhio nudo. Si presenta soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto.

Appartiene alla categoria delle micro alghe e in acqua si presenta come schiuma biancastra o materiale gelatinoso. È pericolosissima e nociva e porta alla morte della flora e fauna marina. Nei giorni di mareggiata si avvicina alle nostre coste causando danni alla nostra salute. I danni sono soggettivi. L’alga tossica può comportare problemi respiratori in alcuni soggetti e in altri problematiche a livello gastro- intestinale.

I sintomi diffusi della sua intossicazione sono raffreddore improvviso, difficoltà respiratoria, congiuntivite, febbre, dissenteria. Giacché contamina la flora e la fauna marina si sconsiglia l’ingestione di molluschi contaminati. Anche mangiarli cotti non allontana il rischio di contaminazione. I molluschi contaminati dall’alga tossica se mangiati cotti possono causare la ciguatera. È una intossicazione alimentare che si manifesta con vomito e diarrea, trascorse 6 ore dall’ingestione. Fortunatamente al momento nel nostro Paese non sono stati segnalati episodi di intossicazioni di natura alimentare da consumo di pesce contaminato da questa microalga. Gli esperti consigliano di controllare accuratamente la provenienza dei molluschi che mettiamo a tavola. Vietato il consumo dei ricci di mare che sono maggiormente esposti al contagio.

In questi giorni ad essere maggiormente contaminate dall’alga tossica sono le coste pugliesi. ARPA Puglia ha attivo il monitoraggio Ostreopsis per la stagione estiva, allo scopo di verificare, in alcuni tratti costieri destinati alla balneazione, la presenza quali-quantitativa della citata microalga, potenzialmente tossica. Per perseguire tale scopo, ogni anno l’Agenzia controlla nel periodo da giugno a settembre, con frequenza quindicinale (aumentata nel caso di fioritura conclamata), n° 20 siti, distribuiti sull’intero territorio regionale e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie.