In tavola il pesce certificato con il marchio blu di MSC

L'organizzazione non profit traccia i prodotti ittici a garanzia del consumatore. La situazione in Italia

Viviana Persiani

Marine Stewardship Council (MSC Pesca Sostenibile) è una organizzazione non-profit, globale e indipendente, nata per tutelare il futuro dei mari. Il programma di etichettatura e certificazione MSC serve a premiare e riconoscere le migliori pratiche di pesca, contribuendo a creare un mercato di prodotti ittici sostenibile per tutelare la salute degli oceani. È il famoso marchio blu, tramite il quale i consumatori possono andare sul sicuro nell'acquistare realmente prodotti ittici realizzati con materia prima proveniente da pesca sostenibile. Si pensi che in 20 anni di attività, il 12,5% del pescato in mare è stato certificato secondo gli standard MSC. Come avviene questa certificazione?

Il percorso dal mare al piatto, si svolge su due diversi piani: la certificazione in acqua, e la successiva certificazione della catena di custodia. Per quanto riguarda la prima, si tratta di un processo che dura circa 18 mesi ed è piuttosto complesso. La valutazione riguarda la sostenibilità della pesca, secondo tre criteri fondamentali: la salute a lungo termine dello stock ittico; l'impatto dell'attività di pesca sull'ecosistema; la gestione efficace dell'attività di pesca, incluso il rispetto di tutte le leggi locali, nazionali e internazionali.

Per quanto riguarda l'Italia, è stata ufficializzata in luglio la certificazione di O.P. Bivalvia Veneto, una flotta artigianale che pesca vongole nei distretti marittimi di Venezia e Chioggia. Si tratta della prima certificazione MSC in Italia e in tutto il Mediterraneo. Un buon punto di partenza che, si spera, sia solo il primo di molti altri, perché il Mediterraneo, in cui oltre il 90% degli stock ittici valutati sono sovrapescati, ha bisogno di un grande impegno verso la sostenibilità.

Anche per questa condizione del Mediterraneo, a oggi il consumo di pesce in Italia è costituito in gran parte da prodotti d'importazione.

Successivamente, la materia prima, per poter arrivare sugli scaffali dei supermercati o sulle nostre tavole con il marchio blu, viene tracciata in ogni sua fase di trasformazione e stoccaggio.

In questo modo, la certificazione «Catena di Custodia» assicura che la materia prima da pesca sostenibile non venga confusa con quella non certificata, e consente di conoscere il viaggio di ogni prodotto ittico certificato, dal mare al piatto. In questo modo, attraverso il marchio blu, il consumatore può rapidamente identificare e riconoscere i prodotti che cerca, senza dover fare complesse valutazioni su taglia minima, attrezzo e area di pesca.

A oggi, in Italia, sono quasi 800 i prodotti certificati con marchio blu reperibili a scaffale (a fronte dei quasi 30mila a livello mondiale) tra cui spiccano i surgelati, grazie a un impegno costante di aziende come Findus, che solo nel 2017 ha lanciato 27 prodotti col marchio blu, arrivando a certificare l'80% dei suoi volumi di prodotti a base pesce.