Ecco perché è cambiata la temperatura corporea

Lo studio, condotto presso la Standford University, è stato pubblicato sulla rivista 'eLife'

Nel 1851 il medico tedesco Carl Reinhold August Wunderlich, basandosi su una serie di misurazioni effettuate per la maggior parte su soldati, riuscì a determinare il valore della temperatura corporea, pari a 37 gradi centigradi. Esso, tuttavia, è approssimativo. La temperatura, infatti, può variare sensibilmente da soggetto a soggetto, ma anche nello stesso individuo. L'uomo, conosciuto come animale omeotermico, possiede la capacità di mantenere in maniera relativamente costante la temperatura corporea, nonostante i cambiamenti climatici del mondo esterno. Questo delicato equilibrio è possibile grazie al bilanciamento dei processi di produzione, di assorbimento e di eliminazione di energia termica. Tra le principali cause della produzione di calore o altrimenti definito termogenesi si ricordino: il metabolismo basale, l'azione dinamico specifica degli alimenti, lo stress emotivo, l'attività muscolare e la liberazione di sostanze pirogene. Di contro la dispersione del calore avviene per convenzione, conduzione ed irradiamento, ovvero tramite sudorazione, respirazione e condizioni ambientali.

Solitamente la misurazione rettale, rispetto a quella orale, è considerata la più affidabile ed è pari a 37-37,5 gradi. Indipendentemente dalla sede in cui viene determinata, la temperatura corporea andrebbe misurata dopo circa mezz'ora di assoluto riposo. I valori fisiologici, inoltre, sono più alti di mezzo grado nei bambini, ma più bassi negli anziani. Come già accennato, la temperatura degli strati superficiali della pelle è fortemente influenzata sia dal vestiario, sia dalle condizioni ambientali specie alle estremità (mani e piedi). L'aumento della stessa è legato anche all'assunzione di cibo, fenomeno che prende il nome di termogenesi alimentare. Esso è mediato dal tessuto adiposo bruno che brucia i lipidi al fine di eliminare il surplus calorico. Si tratta, dunque, di un vero e proprio mezzo anti-obesità, senza il quale l'organismo andrebbe in contro a conseguenze anche gravi.

Variazioni della temperatura corporea sono altresì legate ai processi digestivi che consumano energia chimica e come tali producono calore. Ciò, in particolare, si verifica quando un pasto è ricco di proteine. L'ingestione di cibi caldi o freddi poi, soprattutto i cosidetti alimenti nervini (cioccolato, caffè, cacao, tè verde e nero) influenzano in maniera importante la termogenesi. Discorso a parte merita l'alcol che, provocando vasodilatazione, favorisce il flusso sanguigno cutaneo e aumenta di fatto la dissipazione termica. Non ha senso, dunque, bere alcolici per riscaldarsi quando fa freddo. Come riporta Ansa.it il corpo umano si è raffreddato, tanto che la temperatura canonica si è abbassata di mezzo grado. A decretarlo uno studio della Standford University pubblicato sulla rivista 'eLife'.

I ricercatori hanno analizzato tre set distinti sulla temperatura corporea. Il primo ricavato da veterani dell'esercito con misure prese negli anni tra il 1862 e il 1930. Il secondo risalente agli anni '70 e il terzo più recente (2007-2017) per un totale di quasi 700 mila misure. Dall'elaborazione dei dati è risultato che gli uomini del 2000 sono 0,59 gradi centigradi più freddi rispetto a quelli nati nel 1800. Per le donne, invece, i valori si sono abbassati di 0,32 gradi. Le differenze sono state calcolate attraverso la migliore strumentazione disponibile al momento. Come mai, quindi, il corpo umano si è raffreddato nel tempo? Secondo gli studiosi la mutazione è connessa al cambiamento dell'ambiente in cui viviamo, compresa la temperatura delle case. Ma non è tutto. Altri fattori sono i microrganismi con i quali si entra in contatto e l'alimentazione.