Una terapia biotecnologica migliora la psoriasi

Luisa Romagnoni

Una pelle libera da lesioni. Non più da nascondere, ma da mostrare senza preoccupazione. Ottenerla è possibile, anche in caso di psoriasi. Una patologia della cute infiammatoria, cronica e non contagiosa, con la quale convive quasi il 3 per cento della popolazione mondiale, ovvero più di 125milioni di persone nel mondo e circa 1milione e mezzo di italiani. Adesso, è in arrivo una nuova opzione terapeutica: un farmaco biotecnologico, si chiama secukinumab (di Novartis) ed è il primo anticorpo monoclonale totalmente umano, approvato nel trattamento di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa, quando è richiesta una terapia sistemica. «L'indicazione terapeutica è stata approvata dalle autorità sanitarie sulla base di studi clinici nei quali il farmaco ha dimostrato il raggiungimento e il mantenimento di una cute esente o quasi da lesioni in 8 pazienti su 10, dopo 4 mesi di trattamento, rispetto al 57,6 per cento, ottenuto con le terapie più efficaci, attualmente in commercio», afferma Giampiero Girolomoni, presidente Sidemast e professore ordinario di dermatologia all'università di Verona. «La velocità d'azione è un'altra caratteristica di secukinumab. Già dopo un mese di terapia, il 50 per cento dei pazienti è libero da malattia». Il farmaco (che si è avvalso di un ampio programma di sviluppo clinico, più di 8mila i pazienti ancora in trattamento), si somministra tramite iniezione sottocute ed ha la capacità di neutralizzare selettivamente l'interleuchina-17A (una citochina presente nell'organismo che riveste un ruolo importante nella stimolazione della risposta infiammatoria nell'ambito della malattia). «ra i risultati più significativi emersi, si è visto inoltre come questo anticorpo monoclonale, riesca a mantenere nel tempo l'efficacia, fino a 3 ann», sottolinea il professore. «Si tratta dunque di una opzione terapeutica efficace e ben tollerata». Insieme al farmaco, per favorire un'alleanza terapeutica tra medico e paziente, nasce PSOLife, un progetto multi-canale che guida il paziente nella mihliore aderenza alla terapia.