Tremore alla palpebra: quando rivolgersi al medico

Perché succede e quando rivolgerci al medico

Il tremore all’occhio è un fastidioso disturbo che spesso si manifesta in momenti particolari della nostra vita. I medici chiamano questo fenomeno “fascicolazione della palpebra”, una contrazione spontanea, veloce, a intervalli alquanto regolari. Il battito dell’occhio è simile a una scossa, impercettibile dall’esterno, ma molto spiacevole e irritante per chi ne soffre. A volte possono essere lo stress e la stanchezza a minare il nostro corpo e la nostra mente. In alcuni casi è proprio il nostro organismo a comunicarci, attraverso diverse manifestazioni, che qualcosa non va come dovrebbe. Il tremore alla palpebra può verificarsi in seguito a diversi stati d’animo che stiamo attraversando. Come per esempio ansia, stanchezza, problemi quotidiani difficili da gestire, stanchezza, il troppo lavoro accumulato o le eccessive ore passate davanti al computer.

Se la causa principale di questo disturbo è lo stress , il nostro corpo reagisce rilasciando ormoni a livello del sistema nervoso autonomo. Gli stimoli che giungono alle palpebre sono piccole contrazioni involontarie. Il consiglio medico è quello di non sottovalutare questo tremore, soprattutto se continuo e persistente. Come prima cosa sarebbe opportuno fare una visita oculistica, per escludere altre possibili patologie a livello visivo. Una visita tecnica potrebbe togliere anche dubbi sulla presenza di blefarospasmo, meglio conosciuto come tic nervoso. Alla comparsa dei primi tremori sarebbe comunque eseguire degli impacchi lenitivi alla camomilla che possono aiutarci a rilassare i muscoli dell’occhio evidentemente tesi. Secondo la dottoressa Sheila Wijayasinghe anche alcol e caffeina in eccesso, potrebbero causare questo fastidio, in apparenza innocuo. Oltre a limitare il consumo di questi alimenti, è possibile cercare di alleviare il disagio attraverso tecniche di rilassamento o letture che ci possano aiutare a rilassare la nostra mente. Importanti anche il tempo che dedichiamo al sonno, non dovrebbe essere inferiori alle 7-8 ore.