Tumore al cervello, a causarlo anche le nanoparticelle di smog

La ricerca, condotta presso la McGill University in Canada, è stata pubblicata sulla rivista Epidemiology

Può insorgere a qualsiasi età, anche se gli individui più colpiti sono gli anziani. Il tumore al cervello è una massa di cellule formatasi e accresciutasi in modo del tutto anomalo all'interno dell'encefalo. I diversi tipi di questa neoplasia vengono classificati in base a criteri come la sede o la velocità di diffusione della massa cerebrale. Si parla di cancro primario quando esso insorge spontaneamente nell'encefalo o in una regione anatomica limitrofa, ad esempio le meningi o la ghiandola pituitaria. La malattia è invece secondaria nel momento in cui l'agglomerato di cellule deriva da un'altra neoplasia situata in una parte distante del corpo. Se la crescita e la diffusione del tumore sono lente, lo stesso è considerato benigno. Viceversa il carcinoma è maligno. Accanto ai citati criteri di distinzione, ne esiste un terzo che classifica la neoplasia in base a 4 gradi (da I a IV). I primi due sono caratterizzati da un'accrescimento limitato a una specifica area cerebrale. I gradi III e IV, al contrario, si distinguono per un elevato grado di invasività.

A causare un tumore al cervello è una mutazione genetica, tale per cui le cellule crescono e si dividono con un ritmo più elevato rispetto al normale. Esistono dei fattori che aumentano la possibilità di ammalarsi. Innanzitutto l'età avanzata. Sotto accusa anche una serie di patologie congenite, quali ad esempio la neurofibromatosi, la sclerosi tuberosa, la sindrome di Turcot e altre. Da non sottovalutare poi le radiazioni ionizzati e la storia familiare di ciascun individuo. Spesso il carcinoma cerebrale è l'esito di un processo di metastatizzazione. Diverse le neoplasie incriminate: al seno, al colon, al rene, al polmone e infine il melanoma. I sintomi della malattia sono vari e dipendono dalle dimensioni, dalla sede e dalla velocità di accrescimento. Per via della stretta vicinanza anatomica tra cervello e cranio, il tumore in fase di espansione spinge contro le pareti del rivestimento osseo e contro le aree adiacenti. Tale pressione, nota come pressione intracranica, è la causa principale del mal di testa e di altre manifestazioni, come:

- Visione offuscata o doppia;

- Nausea e vomito inspiegabili;

- Confusione mentale;

- Attacchi epilettici;

- Difficoltà a mantenere l'equilibrio;

- Perdita di sensibilità o della capacità di movimento delle gambe o delle braccia;

- Difficoltà nell'eloquio;

- Problemi uditivi;

- Cambiamenti improvvisi di personalità e comportamento.

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Epidemiology, le nanoparticelle emesse da fonti inquinanti (soprattutto il traffico stradale) possono provocare il tumore al cervello. Gli studiosi hanno esaminato le cartelle cliniche e l'esposizione all'inquinamento atmosferico di 1,9 milioni di canadesi adulti tra Montreal e Toronto. In questo modo si è constatato che queste minuscole particelle possono rappresentare un fattore di rischio non precedentemente riconosciuto poiché, a causa delle loro ridotte dimensioni, penetrano facilmente nell'organismo umano. Dall'analisi è dunque emerso che un aumento di 10mila nanoparticelle per centimetro cubo, provocherebbe un caso di neoplasia cerebrale ogni 100mila individui. Tuttavia l'autore della ricerca, Scott Weichenthal della McGill University in Canada, specifica che per confermare i risultati, sarebbe necessario esaminare altre città.