Tumori del sangue: approvata in Italia la terapia Car-T

Il trattamento agisce sui linfociti T (globuli bianchi) che vengono estratti dal sangue del paziente e riprogrammati in laboratorio

I tumori del sangue colpiscono ogni anno 35mila italiani ma rispetto a 50 anni fa, quando nessuno guariva da questi terribili mali, sono stati fatti numerosi passi in avanti. Per una leucemia, ad esempio, l'85-90% dei pazienti moriva entro un mese dalla diagnosi. Oggi, invece, la percentuale di guarigione si attesta attorno al 95%. Stesso discorso vale per i soggetti pediatrici affetti da leucemia linfoblastica acuta o per gli adulti con linfoma di Hodgkin. Grandi speranze sono poste nella ricerca e soprattutto nella cosidetta terapia con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell). Si tratta di una strategia immunoterapeutica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori del sangue. Essa venne sperimentata per la prima volta con successo nel 2012, negli Stati Uniti, su una bambina di 7 anni malata di leucemia linfoblastica acuta. I ricercatori dell'Università di Pennsylvania operanti presso il Children Hospital di Philadelphia si ritennero soddisfatti e da allora sono partite numerose sperimentazioni in tutto il mondo.

Il trattamento agisce sui linfociti T (globuli bianchi). Queste cellule vengono estratte dal sangue del paziente e riprogrammate in laboratorio per colpire il tumore. In un secondo momento sono moltiplicate e reiniettate nell'organismo. Quando poi entrano nel circolo sanguigno, riconoscono le cellule tumorali e contrastano la malattia per mesi o addirittura per anni. Come riporta Ansa.it, l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha dato il via alla disponibilità in Italia della prima terapia con cellule CAR-T. Essa potrà essere utilizzata presso i centri specialistici selezionati dalle Regioni per pazienti adulti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) resistenti alle terapie o nei quali la neoplasia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard e per individui fino a 25 anni con leucemia linfoblastica acuta a cellule B. Considerati i tempi tecnici necessari, il trattamento non sarà disponibile prima di settembre.