Tumori urologici: la prevenzionepuò salvare

In aumento i tumori urologici soprattutto nei giovanissimi tra i 16 e i 24 anni, in particolare le neoplasia a testicolo e pene. E' l'allarme lanciato da SIUrO, la Società Italiana di Urologia Oncologica riunitasi da mercoledì a venerdì scorso a Bologna per una maratona scientifica

Abbiamo chiesto al Dottor Martorana, Presidente Presidente SIUrO e Ordinario di Urologia e Direttore della Clinica Urologica del Sant'Orsola, i risultati emersi dalla tre giorni tenutasi a Bologna da mercoledì 13 a venerdì 15 a Bologna. 

Professor Martorana, quale è il quadro che emerge dalla maratona scientifica SIURO di quest'anno?
Dal convegno, che ha visto la partecipazione di quasi 500 iscritti,  risulta un dato allarmante: i tumori urologici, in particolare i tumori del testicolo e del pene, sono in aumento soprattutto tra i giovani. Negli ultimi 30 anni c'è stato infatti un aumento della frequenza di tumore testicolare di circa il 45 per cento, oggi in crescita del 6% l’anno, soprattutto nei giovanissimi tra i 16 e i 24 anni. Una buona notizia però c'è: se l'incidenza è in costante aumento, il trend della mortalità è invece in costante diminuzione con una media annuale di 0,4 decessi ogni 100.000 uomini in Italia.

Quali sono i fattori considerati a rischio?
Sotto accusa, oltre a cause genetiche e prematurità di nascita, ancora una volta l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione scorretta, il fumo e l’alcool, ma soprattutto, per il tumore del pene, la scarsa igiene. 

Esistono dei modi per prevenire questo tipo di tumori?
Fondamentale in questo senso risulta la diagnosi precoce. Dal Congresso gli specialisti riuniti lanciano un appello: gli uomini imparino a fare l'autopalpazione del testicolo, così come le donne fanno l'autoesame del seno. Adulti e ragazzi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto dei loro testicoli, esaminandoli almeno una volta al mese, con attenzione verso qualsiasi modifica dell'anatomia o della forma dello scroto.  

Quale è secondo lei la ricetta per un team di medici?
La nostra filosofia è il lavoro di gruppo. Prima di intervenire occorre definire il percorso attraverso l'interazione tra i vari specialisti, individuando il ruolo di ciascuna terapia a seconda del paziente. Non si può avere una visione solo chirurgica o solo oncologica.