Vaccini: consigli per le vacanze esotiche

Progettare una vacanza in un Paese esotico significa preoccuparsi anche dei vaccini: ecco alcune informazioni utili, per proteggere la salute durante il viaggio e al ritorno

Programmare delle vacanze esotiche significa anche tutelare la propria salute: la prevenzione è infatti fondamentale e passa soprattutto dai vaccini. A ribadirlo è la Società Italiana Malattie Infettive, pronta ad analizza la situazione dell'estate 2018 e a fornire preziosi consigli per chi deve partire.

La partenza verso una meta esostica non comporta semplicemente un rischio personale, ma anche collettivo, poiché potrebbero giungere in Europa malattie scomparse o non ancora presenti nel Vecchio Continente, per "importazione". La diffusione di alcune di queste patologie è infatti legata alla presenza di soggetti infetti e dalla circolazione dei vettori.

Nelle aree tropicali e subtropicali di Asia, Africa e Americhe, ad esempio, ci sono alcune malattie che vengono trasmesse dalle zanzare, come la Dengue, la Chikungunya e il virus Zika. Lo stesso vale per la malaria, perlopiù presente in Africa ma anche in alcune aree dei continenti già citati. Nel 2017 ci sono stati centinaia di casi di febbre gialla provenienti da Africa e America Latina - tra cui aree densamente popolate del Brasile - giunti poi in Europa attraverso turisti non vaccinati. Ma in cosa consiste la prevenzione?

"Per quanto riguarda le arbovirosi come Dengue, Chikungunya, Zika virus - spiega Francesco Castelli della Clinica di Malattie Infettive e Tropicali della Università di Brescia e membro della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - si tratta principalmente di entomoprofilassi, ovvero misure comportamentali per evitare il contatto con il vettore. Tra queste, l'impiego di barriere chimiche - ossia repellenti, insetticidi - meccaniche - come reti o zanzariere - e l'utilizzo di indumenti coprenti specialmente nelle ore di massima attività del vettore. Per quanto concerne il rischio di febbre gialla è inoltre disponibile il vaccino vivo attenuato, da effettuare almeno dieci giorni prima dell'arrivo in area endemica e obbligatorio per l'ingresso in alcuni Paesi".

Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda i vaccini laddove esistenti, che possono essere eseguiti nei centri internazionali di vaccinazione senza bisogno di richiami.

Se invece ci si sta recando in zone in cui è presente la malaria - per la quale, appunto, non esiste ancora un vaccino in commercio - oltre alle misure per evitare il contatto con il vettore, si deve effettuare una profilassi farmacologica, ricorrendo a meflochina, atovaquone-proguanil e doxiciclina. Ci si deve far consigliare dal medico per la posologia. Quando si rientra inoltre, al primissimo sintomo febbrile è meglio rivolgersi sempre allo specialista, non sottovalutando il rischio di essersi infettati.

"In considerazione dell'elevata mobilità di beni e persone a livello globale, e dei cambiamenti climatici in corso - conclude Castelli - risulta di fondamentale importanza il mantenimento di un adeguato sistema di sorveglianza e monitoraggio dei potenziali vettori presenti sul territorio".