Il San Paolo di Torino si divide in due

Luca Pace

da Milano

Ieri il cda del San Paolo ha disegnato un primo affresco del nuovo gruppo banco-assicurativo torinese. Sostanzialmente nella ex scatola vuota New Step saranno raggruppate tutte le fabbriche di prodotto del gruppo: risparmio gestito, oggi in Fideuram e San Paolo, e assicurazioni, oggi in capo ad Aip. Alla banca, con la sua massa critica di 3.200 sportelli, resta la distribuzione. La novità è rappresentata dal trasferimento del risparmio gestito del Sanpaolo a New Step e poi, entro fine anno, lo sbarco in Borsa della nuova società. New Step controllerà anche la rete di promotori finanziari di Banca Fideuram (74% in capo al gruppo, il rimanente quotato).
Ma le novità del riassetto non sono finite. Il cda di Fideuram ha approvato il progetto di accentramento delle attività operative in Universo Servizi, società che fa capo ad Aip. Questo permetterà al polo assicurativo (Aip) e alla rete di distribuzione dei prodotti (Banca Fideuram) di sfruttare diverse sinergie.
Un’operazione che prende in contropiede il mercato. Con l’arrivo a Torino, lo scorso 4 aprile, di Mario Greco da Ras gli investitori avevano iniziato a scommettere nella creazione di un polo di bancassurance che spaziasse dai 4.300 promotori finanziari agli agenti assicurativi, capace di offrire polizze sia nel ramo Danni sia nel Vita. Per questo la Borsa puntava prima in una fusione tra Aip e Fideuram, e poi, per aggiungere massa critica, guardava con favore ad acquisizioni esterne. A tal proposito erano circolati i nomi di Toro Assicurazioni e Winterthur. Un progetto che si cuciva perfettamente su Greco e avrebbe portato a conquistare la leadership del comparto. Sulle ali di questa speculazione, da aprile a ieri Fideuram in Borsa è passata da 3,9 euro a 4,88.
New Step secondo le prime valutazioni di Kpmg avrebbe un valore di circa 6-7 miliardi di euro. A cui aggiungere ora il trasferimento della fabbrica del risparmio gestito del San Paolo. Essa raccoglie 100 miliardi di euro. Le commissioni sui fondi, semplificando, dovrebbero rendere un miliardo l’anno. In realtà però l’80% (i dati precisi non sono pubblici) sarebbe da attribuire al distributore, che restano gli sportelli bancari. E il 20% alla fabbrica, che viene ora inglobata in New Step. Immaginando in cinque gli anni necessari per ripagarsi l’investimento, si può immaginare il costo dell’asset management che San Paolo cederà a New Step in circa un miliardo di euro. Da sommare ai 6-7 di cui si è parlato. Il che fa un colosso da 8 miliardi, a cui poter agggiungere un ulteriore capitalizzazione derivante da maggiore sinergie. È attorno a queste cifre che partirà la quotazione del gruppo.
Resta tutto da vedere il rapporto tra la New Step di Greco e la banca di Pietro Modiano. Solo per fare un esempio: quali saranno i contratti di distribuzione di polizze e risparmio tra le due entità? Il pendolo a favore dell’uno o dell’altro si ripercuoterà immediatamente sulle valutazioni di Borsa delle due società.