San Patrignano, via al WeFree Day: una giornata per dire "no" alla droga

Oltre duemila studenti dalle scuole superiori di tutta Italia per toccare con mano le problematiche connesse alla droga: un giorno a San Patrignano (<strong><a href="/video/san_patrignano_via_wefree/id=free_patrignano">video</a></strong>)

Rimini - Le parole d'ordine: educazione e prevenzione. Una giornata intera per dire "no" alla droga: domani mattina San Patrignano sarà invasa da oltre duemila studenti delle scuole superiori di tutta Italia. Interazione, incontro e confronto con 14 esperienze di tutto il mondo impegnate contro disagio ed emarginazione sociale. Spazio per le nuove culture giovanili: dalle reti sociali (flickr, tumblr, facebook, twitter) alla breakdance e all’hip hop. E dalla Colombia arriva anche una raffineria di coca.

Una raffineria di coca a San Patrignano E’ una grande tenda da campo coperta da un telo mimetico, forni per essiccare le foglie di coca, vasche dove lavorarle con solventi chimici. Ci sono pure le brandine e le armi dei narcotrafficanti che ci lavorano. E’ la fedele riproduzione di uno dei laboratori clandestini, nascosti nella giungla amazzonica, dove è prodotta la "neve" destinata a finire anche su per il naso dei "consumatori" italiani. La portano a San Patrignano in occasione del WeFree Day, il comandante Luis Fernando Serna, capitano dell’antinarcotici colombiana e Garcia Borma, comandante dell’Equipe Jungla Colombiana, le forze speciali per il contrasto del traffico di cocaina. Obiettivo mostrare ai 2mila studenti, provenienti dalle scuole superiori di tutta Italia e ai 1500 ragazzi della comunità, l’impatto devastante della produzione di cocaina sulla vita dei Paesi Centro e Sudamericani.

Le conseguenze delle azioni La raffineria colombiana è solo una delle iniziative in programma al WeFree Day, incentrato quest’anno sul tema: "Dipende da noi". Un messaggio che vuole rendere consapevoli i giovani delle conseguenze delle proprie azioni, anche quelle abitualmente liquidate come normali o non dannose, come fumare uno "spinello" o "calarsi una pastiglia". Infatti, saranno 14 le realtà di nove diversi Paesi (Italia, Cambogia, Canada, Colombia, Svizzera, Gran Bretagna, Portogallo, Stati Uniti), che propongono a San Patrignano le loro attività e i loro progetti. Arriva così per la prima volta nel nostro Paese dalla capitale cambogiana, Phnom Penh, Tuy Sobil, detto "KK", fondatore dei Tiny Toones. Associazione che usa la breakdance, la musica hip hop come mezzi di prevenzione e reinserimento sociale. "KK" è un rifugiato cambogiano cresciuto negli USA a Long Beach, diventato già da giovanissimo uno dei breaker più conosciuti di tutta la West Coast. Arrestato per rapina, sconta 8 anni di carcere ed è espulso dagli USA. Tornato in Cambogia decide di cambiare vita. Chiude con la droga e le gang giovanili e sfrutta il suo talento per avvicinarsi ai più giovani e "tenerli lontani dalla strada". Attualmente, Tiny Toones opera in quattro quartieri del distretto, di Phnom Penh, una delle aree più povere della Cambogia con un’alta concentrazione di gang e tossicodipendenti. Il New York Times segue da tempo e con grande attenzione il progetto da realizzato da "KK".

Al ritmo della break dance Dall’Uganda arriva invece il Breakdance Project Uganda. Anche in questo caso, è la danza a essere protagonista. In un Paese difficile, dilaniato da guerra civile e scontri etnici, un breaker ugandese di 27 anni, Abramz "Abramz" Tekya, che ha perso i genitori per AIDS all’età di 7 anni, decide di insegnare questa forma di ballo ai bambini della sua città. Si crea uno spazio al di fuori delle tensioni e dei conflitti. La storia ha ispirato anche un film: Bouncing Cats. La pellicola presentata al festival di Toronto, ha ottenuto la scorsa settimana il premio come miglior documentario al New York Urban World Film Festival

Gli incontri del WeFree Day A completare il programma del WeFree Day due incontri con gli studenti e i ragazzi di Sanpa. Nel primo, la giornalista Gabriella Simoni presenta l’inviato delle Iene Luigi Pelazza e il fotoreporter Marco Vernaschi, entrambi autori di reportage sulle vie del narco traffico e sui Paesi produttori di droga. Nel secondo Andrea Indini, redattoredel Giornale.it e autore del romanzo inchiesta Unhappy hour, conduce un dibattito con il DJ Linus, e lo "sbirro antidroga" della questura milanese, Angelo Langè. Ad aprire la giornata un forum sui costi sociali, umani e d economici della tossicodipendenza, moderato dal direttore di QN e del Resto del Carlino, Pierluigi Visci. Tra i partecipanti il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, l’amministratore delegato di Wind, Luigi Gubitosi e il direttore Unodc per l’Africa, Alexandre Schmidt.