San Raffale, Don Verzési autosospende dal CdaIl Cav: "Persona rara"

La decisione è sta presa per meglio consentire il rilancio dell'istituto. Berlusconi difende Don Verzè: "Non credo sia implicato, è una persona straordinaria"

Dopo i recenti scandali, il crac finanziario e gli arresti che hanno investito uomini del San Raffaele (l'ultimo a finire in manette è stato l’ex direttore amministrativo della clinica, Mario Valsecchi, indagato per concorso in bancarotta fraudolenta e ora anche per associazione per delinquere), Don Luigi Verzè ha deciso di autosospendersi dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, con una missiva indirizzata al vicepresidente, Giuseppe Profiti.

Don Verzè ha comunicato che non parteciperà più ai lavori del cda al fine di consentire il rilancio dell' istituto da lui fondato, manifestando, in questo modo, piena fiducia nell’attuale board.

Il Cda ha inoltre preso atto del ristabilirsi dei rapporti con l’università Vita-Salute, dopo alcune incomprensioni che hanno portato all’uscita dallo stesso cda di Massimo Clementi, preside della facoltà di Medicina dell’Ateneo. Un avvicinamento che porterà, in condizione di reciprocità, alla comune definizione dei rapporti tanto istituzionali quanto dei rispettivi programmi di sviluppo.

"Don Verzè l’ho conosciuto ed è una persona straordinaria, un uomo di fede e una persona rara. Non credo assolutamente sia implicato in quei fatti". A spendere parole di elogio nei confronti di Don Verzè è Silvio Berlusconi, il quale è intervenuto per la prima volta dall’inizio dell’inchiesta sul San Raffaele, prendendo le parti del fondatore dell'istituto. 

Quanto alla grave situazione debitoria del gruppo ospedaliero, Berlusconi - a margine dell’udienza del processo Mills - ha dichiarato: "Credo che si sapesse che ci fossero dei passivi", aggiungendo poi che il San Raffaele "è un’importante istituzione che molto bene fa ai milanesi".