A Sanremo è l'ora del dialetto: Van De Sfroos canterà Yanez, eroe salgariano

Il cantautore lombardo concorrerà nella sezione «Artisti» con un brano scritto in onore del padre, fanatico lettore delle epopee piratesche nate dalla penna di Salgari

Il dialetto torna protagonista sul palcoscenico di Sanremo. Davide Van De Sfroos sarà in gara alla 61° edizione del festival canoro nella sezione «Artisti» con «Yanez», un brano scritto e cantato in dialetto tremezzino (o laghée) sul celebre corsaro portoghese Yanez De Gomera che segue fedelmente il bornese Sandokan nel ciclo romanzesco dei Pirati della Malesia, nato dalla penna del famoso scrittore italiano di romanzi d'avventura Emilio Salgari. «Cancellare i dialetti è come limare gli Appennini - spiega il cantautore - perché l'Italia rimane unita anche grazie all'identità dei dialetti. Mi preoccuperò il giorno in cui parleremo tutti un italiano commerciale misto all'inglese. "Yanez" è un omaggio a mio padre, che non c'è più. Lui è cresciuto leggendo i romanzi di Salgari. Quando, poi, è nata la versione tv ho subito pensato che lo Yanez di Leroy gli assomigliasse anche fisicamente. Mio padre ne era conquistato. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Cesenatico trasformandosi lui, uomo di lago, in lupo di mare. Mi piace immaginarlo ancora sulla barca, come Yanez sul "praho". Nel brano immagino lui, ma anche altri personaggi di quei racconti, attualizzati e trasferiti in riviera».
Davide Bernasconi (questo il nome di Van De Sfroos) nasce a Monza (Mi) l'11 Maggio 1965 e cresce a Mezzegra, nel «cuore» del lago di Como. Quasi tutte le sue canzoni fanno capo al lago, al suo spirito profondo, ai suoi lati sporchi e puliti, alle sue luci ad alle ombre, ruotando attraverso tutti i paesi rivieraschi, senza mai però perdere d'occhio la città. La maggior parte dei suoi testi è pensata, scritta e cantata in dialetto tremezzino (o laghée): una lingua più che un dialetto, resa ancor più realistica e forte da storie assolutamente poetiche.