Da Sant’Antonio Abate all’attuale festa in riviera

Fu la Confraternita di Sant'Antonio Abate che nel 1957 volle per la prima volta la Sagra della Mimosa a Pieve Ligure. La Confraternita celebrava il 17 gennaio la festa del suo Santo patrono e i confratelli pensavano che, oltre alle celebrazioni religiose che si tenevano nel seicentesco Oratorio, sarebbe stato bello coinvolgere maggiormente la popolazione e gli ospiti con una festa che celebrasse il fiore che a metà gennaio impreziosiva la collina di Pieve, la mimosa, appunto.
L' Acacia dealbata, questo è il nome scientifico della mimosa, appartiene alla famiglia delle mimosaceae, piante che trovano una ottimale situazione di crescita lungo la nostra Riviera. È una pianta arbustiva sempreverde, possiede tronco liscio, rami grigiastri e foglie di colore verde- argentate ed è molto sensibile ai freddi e alle alte temperature estive. Un particolare significato era attribuito alla mimosa dagli indiani d'America; i giovani, infatti, in base ad una vecchia usanza, donavano un ramoscello d'acacia alla ragazza che aveva infuocato il loro cuore.
Curiosa è pure l'etimologia del nome, che deriva da mimo, per quei particolari e delicati movimenti che fanno le sue foglie quando sono toccate.
Quella prima festa del gennaio 1957, che fu voluta in particolare da un personaggio molto conosciuto a Pieve e a Bogliasco, il confratello di Sant'Antonio, Andrea Pagano, si rivelò uno straordinario successo. La pubblicità data all'iniziativa fece sì che a Pieve Alta si riversasse, quella domenica di gennaio di cinquant'anni fa, un'infinità di persone lasciando impreparati gli stessi organizzatori ed anche un po' delusi tanti visitatori, che forse speravano di trovare qualcosa di più. Fu così che don Antonio Durante, allora Arciprete, mobilitò per l'anno successivo le associazioni parrocchiali, coinvolse il Sindaco, dottor De Camillis, ed il 19 gennaio 1958 la seconda Sagra della Mimosa non deluse nessuno: oltre ai banchi di distribuzione della mimosa in fiore si poté realizzare la sfilata dei carri che suscitò ovviamente interesse ed allegria.