Santoro indagato per abusi edilizi nella sua villa

Il giornalista fustigatore finisce nel mirino della Procura di Salerno per le opere di ristrutturazione della casa sul golfo di Amalfi. Tre piani vista mare con terreno, acquistata nel 2009 per 950mila euro. Gli interventi edili sarebbero stati fatti senza la necessaria denuncia e in zona sismica

Roma «Lavori abusivi», questo dice l’articolo di legge violato dal proprietario, dal titolare della ditta esecutrice e dal direttore dei lavori in quella bella casa con vista mozzafiato sul golfo di Amalfi. Ma chi è il proprietario? Lui, il fustigatore massimo dei pubblici peccati, Michele Santoro. A lui, e agli altri due, è stato appena recapitato dalla Procura di Salerno l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sui lavori di ristrutturazione della villa comprata nel 2009 dal conduttore di Annozero, per 950mila euro più spese. L’atto (che pubblichiamo qui a fianco) rivela qualcosa che non si sapeva fino ad oggi (né si poteva sapere, valendo il segreto istruttorio) e cioè che Santoro fosse indagato dalla procura salernitana, nella persona del sostituto procuratore Carmine Olivieri, un magistrato che tutti, da quelle parti, definiscono «uno tosto».
Nel mirino della procura ci sono due ordini di fatti: una serie di opere edili realizzate nella villa senza la necessaria denuncia all’organo competente, e poi una seconda omissione che riguarda invece le specifiche indispensabili per costruire in zona sismica. Questo configurerebbe, secondo il pm, una contravvenzione ex articolo 113 del codice penale (Cooperazione nel delitto colposo) e poi da quattro diversi articoli del Testo unico dell’edilizia. Scrive il pm nell’avviso di conclusione indagini: «Cooperando colposamente il Santoro quale committente», insieme al progettista e al titolare della ditta esecutrice, «eseguivano opere edili (edificazione di un arco e di un pilastro esterno al piano terra; demolizioni di pareti trasversali interne al piano terra; apertura di un vano di passaggio in un muro al primo piano) afferenti la statica del fabbricato, senza averne fatto previa denuncia allo Sportello unico e/o all’Ufficio del Genio civile». Cioè, abusivamente. Non solo, «eseguivano i lavori indicati in zona sismica senza darne preavviso scritto, omettendo il contestuale deposito dei progetti ed omettendo di attenersi ai criteri tecnico-descrittivi prescritti per le zone sismiche».
Ora, la legge prevede che l’indagato abbia venti giorni per presentare una memoria difensiva, chiedere di essere interrogato, rendere spontanee dichiarazioni, o chiedere al pm di disporre nuove indagini. Di solito, però, quando il pm non archivia ma avvisa della conclusioni indagini, è perché ravvede gli estremi per andare in giudizio. E così potrebbe essere anche per Santoro. A meno che, spiega una fonte coinvolta, «non venga depositato il progetto in sanatoria», cioè non venga sanato l’abuso in extremis. Ma sono solo ipotesi di scuola: il procedimento penale, intanto, va avanti. Anche se certamente si tratta di un fatto di poco conto, dal punto di vista giudiziario. È più la curiosità, come conferma la velocità con cui si diffonde la notizia tra Salerno e la costiera, per il coinvolgimento di un personaggio pubblico come Santoro, che da quelle parti è un grande vip.
L’indagine della Procura è scattata dopo la denuncia del responsabile di un’associazione di consumatori, Cittadinanza Attiva. Il suo coordinatore locale, Andrea Cretella, ha raccolto e analizzato una montagna di documenti su quella villa, dopo che diversi cittadini - racconta lui - avevano fatto segnalazioni in merito. L’abitazione, con annesso terreno, è «disposta su tre livelli, composta da quattro vani al piano terra, da tre vani con cucina bagno ingresso ripostiglio e terrazzo al primo piano», si legge nel rogito. Al momento dell’acquisto però la casa non era messa granché, e dunque Santoro ha avviato una serie di lavori di ristrutturazione. La maggior parte di queste opere riguardano il primo piano, i cui locali pare fossero accatastati come stalla e come cantina. Su questo il responsabile di Cittadinanza attiva ha qualcosa da aggiungere: «Apprendo con soddisfazione che tutto quello che avevo denunciato all’autorità giudiziaria è stato riscontrato a verità - commenta l’instancabile Cretella - non perché abbia qualcosa contro gli indagati, ma per un atto di giustizia. Poi nel corso delle indagini, sarebbe emerso che nei locali del primo piano, censiti al catasto come cantina e stalla, non potevano essere effettuati lavori di trasformazione urbanistica in quanto la legge non prevede il cambio di destinazione d’uso. Questa potrebbe rappresentare una sorta di speculazione edilizia». Supposizioni tutte da provare. La casa acquistata da Santoro, peraltro, ha già goduto di un condono edilizio, che ha avuto una lunga storia e un rapidissimo epilogo. La domanda di condono presso il Comune di Amalfi era sta presentata moltissimi anni prima, nel marzo 1986, senza nulla di fatto. Finché la casa non è stata comprata dal noto conduttore, e nel giro di pochi mesi l’abuso è stato sanato. Una velocità che aveva generato dei sospetti in qualcuno, prima che Santoro spiegasse che tutto era stato fatto secondo le regole. Ora gli toccherà dare altre spiegazioni, ma stavolta ai magistrati.