IL SAPORE DI UN GIORNALE

Il retroscena proprio tanto retro non è, visto che ve l’abbiamo raccontato altre volte. Ma vale la pena di aprire un po’ le porte della nostra redazione - che ha pareti di vetro - per raccontarvi che, quando lanciamo un dibattito, proviamo a ipotizzare che seguito può avere. In ogni caso, ne vale sempre la pena: l’importante è essere convinti delle proprie idee, non cercare facili consensi. Ma, certo, è quasi una scommessa, una specie di superenalotto del Giornale, provare a misurare la popolarità di un tema.
Ecco, un argomento in cui personalmente credo moltissimo, ma che ritenevo quasi uno sfizio intellettuale, un lusso che provavamo a concederci in un panorama di temi forti come il referendum regionale sull’immigrazione o il giudizio sulle prime opere e omissioni della nuova giunta, è quello sul sapore della cultura. E, invece, inaspettatamente, è diventato il tema dell’estate. Della vostra estate.
Faccio un piccolo riassunto delle puntate precedenti per chi ne avesse perso qualcuna: tutto nasce da una lettera di una nostra cara lettrice, una libraia di Pontedecimo, che raccontava la difficoltà di fare il suo mestiere a Genova e in Italia, dopo lo sbarco dei libri al supermercato e della politica degli sconti. Su quella lettera se ne sono innestate altre, uno spin-off direbbero quelli che parlano bene, che parlavano delle sale cinematografiche che chiudono (ne è rimasta solo una in tutta via Venti!) di fronte all’avanzata delle multisale e dei problemi nel fare Cultura a Genova oggi e della storia delle scuole private cattoliche.
Soprattutto, sono arrivate lettere - spesso scritte a mano, a volte con calligrafia un po’ ondeggiante, ma sempre bellissime - con cui voi avete iniziato ad andare alla ricerca dei sapori di una volta. Le firme, soprattutto, erano in qualche caso di amici della famiglia del Giornale che non conoscevamo ancora, a volte addirittura di persone che si sono avvicinate alle nostre pagine per la prima volta. É chiaro che si tratta di qualcosa che ci fa enorme piacere; anche perchè, per i motivi più svariati, le cifre della diffusione ci dicono che sono sempre più i genovesi e i liguri che entrano in questa famiglia.
E tutti, come topolini sotto l’effetto di piffero magico, ci avete raccontato emozioni, ricordi, pezzi della vostra vita. In più di un caso, ci avete confessato lacrime e ricordi di una bellezza struggente. Sempre, avete trasformato queste pagine (...)
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