Sarah, colpo di scena: forse non è stato lo zio Inchiesta, nuovi dubbi

L’avvocato di Misseri: "Nonostante la confessione ho dubbi che sia lui
il colpevole". I magistrati: l’inchiesta non è ancora finita. La madre
sarà interrogata di nuovo. La sorella di Sabrina: "Mio padre mente"

Taranto - Due giorni dopo il fermo di Sabrina il dubbio è che ancora non sia stato detto tutto, la certezza è che le indagini sulla tragica fine di Sara non sono chiuse. E a breve scatteranno nuovi interrogatori. A cominciare da quello della madre, Cosima Serrano, che in settimana potrebbe essere sentita come «persona informata sui fatti». Proprio come è successo per Sabrina. La donna in queste ore è barricata in casa e si è confidata con il vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia, al quale ha ripetuto che la figlia “è innocente”, affermando senza mezzi termini che il marito “è uscito fuori di testa” e precisando: “Non ho paura di essere tirata in ballo in questa storia perché non c’entro niente”.

Al centro delle indagini rimangono comunque le dichiarazioni di Mariangela Spagnoletti, divenuta ormai la testimone chiave dell’inchiesta. La ragazza, che in una lettera al Tg5 definisce Sabrina una "ex amica", ha raccontato agli inquirenti di aver notato Cosima per strada mentre tornava per la terza volta in via Deledda con Sabrina, dopo essere andata inutilmente a cercare Sara con l’amica. Inoltre, sono state rilevate alcune divergenze nelle varie deposizioni: Cosima dice che la figlia si alzò dal letto per prepararsi dopo il primo sms di Mariangela, Sabrina invece sostiene di essere rimasta a letto fino a quando non ha sentito lo squillo con il quale Sara la avvisava che stava arrivando. Adesso tutte queste dichiarazioni vengono di nuovo esaminate dai carabinieri, che già il giorno dopo il fermo di Sabrina per concorso in omicidio e occultamento di cadavere si sono riuniti al palazzo di giustizia di Taranto per fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse. E mentre vengono messe a punto le strategie investigative, l’avvocato di Michele Misseri solleva nuove perplessità. “Ho forti dubbi – dichiara il legale, Daniele Galoppa – che il mio assistito sia stato il vero colpevole di questa situazione. Oggi è più credibile, io credo che ci sia qualcos’altro”, aggiunge.
La nuova svolta nelle indagini è arrivata al termine dell’interrogatorio del 6 ottobre, quando Michele Misseri, dopo aver confessato di aver ucciso e abusato del corpo senza vita della nipote, ha aggiunto: “Volevo che Sabrina mi aiutasse a cercare la scheda del cellulare di Sara che ritenevo fosse caduta nel garage, senza che mia figlia si accorgesse di nulla”. Da qui è scattato un nuovo filone dell’inchiesta e i riflettori sono stati puntati sulla cugina della vittima; poi, venerdì scorso, al termine di una lunga giornata scandita da perquisizioni e verifiche, l’agricoltore ha accusato la figlia: “Lei teneva ferma Sara, io le stringevo la corda attorno al collo”, ha detto. In realtà la scheda del telefono era già in possesso dei carabinieri, che però hanno messo in giro una falsa voce e non hanno sequestrato il garage: l’obiettivo era tendere una trappola all’agricoltore. E ha funzionato. Ma nel mosaico investigativo ci sono altri tasselli importanti, come alcune intercettazioni ambientali.

Sabrina però si proclama innocente. “Mio padre è un vigliacco”, dichiara nel carcere di Taranto, dove è rinchiusa in isolamento. E aggiunge: “Voglio vedere se avrà il coraggio di accusarmi guardandomi negli occhi”. La ragazza parla molto con gli agenti penitenziari, piange, mangia abbastanza regolarmente. Sua madre, Cosima, le ha inviato una lettera esortandola a “non mollare”. E la difende anche la sorella, Valentina: “Mio padre ha ucciso Sara e ora sta uccidendo la figlia”, ha scritto in un messaggio a News Mediaset, mentre Ivano, il ragazzo che piaceva a Sabrina, è sconcertato: “Non so a chi e a cosa credere”, dichiara. Oggi si terrà l’udienza di convalida del fermo e in settimana ci sarà il confronto, quando Michele Misseri e Sabrina dovrebbero trovarsi di fronte per l’incidente probatorio. Intanto ad Avetrana prosegue il macabro turismo dell’orrore e migliaia di persone continuano a riversarsi in via Deledda. A poca distanza la madre di Sara è chiusa nel silenzio. A breve il marito, Giacomo, e il figlio, Claudio, torneranno a Milano. E anche lei, Concetta Serrano Spagnolo, la donna che per 42 giorni ha lottato e sperato, potrebbe raggiungerli e lasciare questo paese travolto da un dramma senza fine.