«Saremo accanto all’India come partner nella Difesa»

New Delhi«Un accordo di cooperazione con l’India nel settore della Difesa che individui delle specifiche aree di collaborazione, in particolare nella ricerca tecnologica, simile a quello già siglato con il Brasile». È quanto Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, ha proposto al governo indiano ieri a New Delhi. Nel prossimo decennio il gigante asiatico spenderà 200 miliardi di dollari per rinnovare il suo arsenale militare risalente all’epoca sovietica. L’Italia non intende essere solo un fornitore, ma un «partner per lo sviluppo e la ricerca», come dimostra la joint-venture tra Finmeccanica e Tata per assemblare gli elicotteri Koala a Hyderabad firmata al Salone Defexpo 2010.
Onorevole, come intende muoversi il governo italiano sul ricco mercato indiano?
«L’India è uno dei principali mercati mondiali per la difesa, con un budget in crescita per la minaccia del Pakistan, e i timori relativi alla Cina. Il nostro Paese cerca un rapporto di collaborazione e di sinergia nella ricerca, più che una semplice vendita di prodotti».
La cessione di tecnologia non comporta rischi per la tutela dei brevetti?
«L’India ha un patrimonio di cervelli inestimabile. Possiamo noi stessi trarre enormi vantaggi dalla condivisione di tecnologia. Per esempio, possiamo usare il lanciatore indiano per mettere in orbita i nostri satelliti. È tecnologicamente superiore al lanciatore europeo Ariane e costa tre volte di meno».
Quali sono i nostri punti di forza?
«Di sicuro gli elicotteri AgustaWestland (in India è stata firmata un’importante joint venture con Tata Sons per l’assemblaggio dell’elicottero Aw 119, ndr), ma anche la tecnologia satellitare e il settore navale con Fincantieri già presente sul mercato come lo è un altro gioiello italiano, quasi sconosciuto, la Wass, che produce siluri. Poi ci sono le altre aziende di Finmeccanica, tra cui Elettronica che già collabora nel settore della sicurezza e dei retrofit per i vecchi Mig. Il nuovo accordo bilaterale aprirà la via a nuovi contratti».
Contratti che, però, in India hanno tempi lunghissimi come dimostra la commessa dell’Aeronautica indiana per 12 elicotteri AgustaWestland 101 già aggiudicata, ma ancora da firmare.
«I tempi della difesa sono lunghissimi ovunque. L’Italia non è un partner privilegiato per l’India come la Russia, Israele e da poco anche gli Stati Uniti. Il problema principale non è la tempistica, ma aprire un canale d’ingresso».
Novità sulla mega commessa dei 126 cacciabombardieri a cui partecipa il consorzio europeo Eurofighter con i suoi Tiphoon?
«Il giudizio dei tecnici indiani è molto positivo e abbiamo qualche chance in più rispetto agli altri. Ma voglio anche sottolineare che l’acquisto di cacciabombardieri è una scelta politica e non solo tecnica».