Satira, l’arte di sorridere nonostante tutto

A Chatillon 33 anni di vignette, dalla Grande guerra fino alla nascita della Costituzione. Le schermaglie grafiche tra fescisti e antifascisti

Trentatré anni, dal 1915 al ’48, in cui in Italia siamo passati attraverso due guerre mondiali e il fascismo, fino ad arrivare alla Costituzione. Trentatré anni raccontati dalle matite di chi in quel periodo collaborava con i più importanti quotidiani e riviste: è il tema della mostra che si è aperta giovedì scorso al Castello di Ussel, a Chatillon (Aosta).

Fino al 28 settembre saranno esposti 350 disegni e 80 testate, tutti scelti da Dino Aloi, storico dell’umorismo nonché autore, editore, collezionista di quotidiani e periodici di satira. «Da anni - dice Aloi - studio questo argomento, ma il ventennio fascista è un periodo che m’interessa approfondire ulteriormente. Proseguendo con la ricerca si aggiunge sempre nuovo materiale». Infatti in mostra vengono illustrati molti temi correlati alla storia d’Italia prima, durante e dopo il regime mussoliniano: se nel corridoio centrale si trovano i disegni che raccontano, in senso cronologico, i fatti salienti della storia d’Italia per mano di oltre cento dei più noti disegnatori del tempo (come Tirelli, Golia, Ratalanga, Scarpelli, fino a Fellini e Guareschi), si aprono qua e là «finestre» per approfondire altri temi.

Come quello del razzismo, ovviamente dando particolare rilievo alla discriminazione degli ebrei, o quello della «Donna Crisi», cioè la figura di donna magra contro cui il fascismo si muoveva duramente. Si tratta anche il colonialismo, mostrando i due punti di vista differenti che si avranno in Italia dal ’44 in poi (al Nord, nella Repubblica di Salò uscirà il giornale satirico Il Barbagianni, umoristico e antisemita, mentre al Sud, dopo lo sbarco degli Alleati e la liberazione di alcune città, verranno pubblicati fogli satirici come Il Pettirosso, Martorio, Pasquino). La mostra comprende più sezioni dedicate a diversi approfondimenti su quattro grandi artisti del periodo come Giuseppe Scalarini (di cui sono presenti venti disegni originali, uno dei quali concesso in prestito dalla famiglia in occasione della mostra), Attalo (Gioacchino Colizzi), Bernardo Leporini e Giuseppe Novello.

Presente anche un’ampia e articolata sezione sulla stampa, ovvero giornali di guerra e interventisti (come Numero, L’Onorevole 509, La Trincea), e riviste di opposizione al fascismo come Il Becco Giallo, soppressa dalle leggi sulla stampa emanate da Mussolini. Si troveranno anche approfondimenti su alcuni personaggi (Giolitti, D’Annunzio, Vittorio Emanuele III e De Gasperi) e la raccolta di oltre cento vignette su Mussolini, di cui venti di stampa straniera.
Ma al Castello di Ussel non ci sono soltanto disegni. Anzitutto, in omaggio al volume dello storico Gec (Enrico Gianeri), che nel ’45 pubblicò una raccolta di disegni su Mussolini dal titolo Il Cesare di cartapesta, è stata realizzata una caricatura di due metri d’altezza proprio in cartapesta. Inoltre ci sono la grande radio d’epoca, per evocare le trasmissioni di Radio Londra, e il video di cinema d’animazione realizzato nel 2005 per i sessant’anni della Liberazione dal maestro Bruno Bozzetto.

Il percorso sulla recente storia d’Italia conduce al gran finale della mostra, nonché alla tavola (3 metri per 2) di Fabio Sironi, illustratore e caricaturista del Corriere della Sera, che ha rappresentato i primi dodici articoli della Costituzione. «È una mostra - spiega Aloi - che ripercorre questi diversi periodi ancora così vicini in modo assolutamente storico». Così passiamo dall’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale nel ’15 alla vittoria, dal biennio rosso all’ascesa al potere di Mussolini, dal colonialismo alle leggi razziali, dal nuovo conflitto fino all’occupazione tedesca, dalla repubblica di Salò alla Liberazione, dal referendum repubblica-monarchia fino al nuovo Parlamento. «Mi auguro che anche molti giovani vedano questa mostra» conclude Aloi. Mostra che, peraltro, non poteva essere allestita in un luogo migliore: se la fortezza risale al 1337, in seguito passò al barone Marcel Bich, quello che inventò la penna Bic. E dal ’94 è proprietà della regione autonoma Valle d’Aosta.

LA MOSTRA
«Il sorriso graffiato. Fascismo e antifascismo nel disegno satirico. Dalla Grande guerra alla Costituzione». Fino al 28 settembre, Castello di Ussel, Chatillon (Aosta). Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19. Ingresso: intero, 3 euro, ridotto, 2 euro. Info: Castello di Ussel, tel: 0166563747; sito Internet: www.regione.vda.it.