Il Saviano genovese presenta al Ducale il libro della strage

Lo scrittore Alberto Rosselli sarà protagonista domani pomeriggio nella sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. L’occasione, legata alla presentazione del suo libro «L’olocausto armeno. Breve storia di un massacro dimenticato» consentirà ai genovesi di approfondire un tema che è prepotentemente tornato di attualità a seguito delle forti minacce ricevute dall’autore dopo la pubblicazione del volume edito da Solfanelli nel 2007. Alle 17.30 insieme con Rosselli ci saranno il direttore dell’edizione genovese de il Giornale, il nostro Massimiliano Lussana, che modererà la discussione tra Antonia Arslan, autrice de «La masseria delle allodole» romanzo finalista al Campiello nel 2004, in cui la scrittrice racconta la tragedia di un «popolo mite e fantasticante» attingendo alla proprie memorie familiari, il senatore del Pdl Enrico Musso e il presidente della Fondazione per la Cultura Luca Borzani.
Rosselli ha raccontato da storico la feroce persecuzione scatenata tra il 1915 e il 1918 dai turchi nei confronti delle popolazione armena residente in Anatolia e nel resto dell’Impero Ottomano. Un atto di forza che rappresenta forse il primo - in ordine di tempo considerando l’epoca contemporanea - esempio di sistematica e scientifica soppressione di una minoranza etnico religiosa.
Un piano di eliminazione che non scaturì soltanto dall’ideologia panturchista e panturanista che sosteneva la creazione di un Impero Turco etnicamente puro, inglobante tutti i popoli di stirpe turcomanna e di fede islamica che stava alla base del partito sedicente progressista dei «Giovani Turchi», ma che traeva la sue profonde origini dalle antiche dalle antiche e mai del tutto sopite contrapposizioni tra la maggioranza turco-curda e la minoranza cristiana e armena. L’appuntamento di domani fa parte del ciclo organizzato in occasione del giorno della Memoria. L’incontro sarà l’occasione per solidarizzare con Rosselli, definito il Saviano genovese per le minacce ricevute, il cui caso è arrivato anche all’attenzione del Parlamento grazie al senatore Musso.