Scamarcio sceglie San Valentino per portare a teatro il suo Romeo

Lunedì 14 febbraio all'Eliseo di Roma è in calendario la prima del dramma shakespeariano con la regia di Valerio Binasco. L'attore confessa: «Per trovare il giusto registro del mio personaggio ho dovuto annientare il mio ego»

Shakespeare, in ultima analisi, è il teatro. O meglio: è la medicina del teatro. Basta affidarsi ai suoi capolavori senza tempo per evitare brutte sorprese. Lo sa il pubblico. Lo sanno bene i produttori. E lo sanno anche gli attori, che proprio al Bardo si appellano per ritrovare il gusto del palcoscenico; per mettersi alla prova; e, soprattutto, per arricchire il proprio curriculum. La regola è valida soprattutto per quei volti noti del piccolo e grande schermo che raramente affrontano il pubblico vis à vis.
Nel recente passato, hanno confermato la validità di questa regola personaggi del calibro di Kim Rossi Stuart e Alessandro Preziosi che, a dieci anni di distanza l'uno dall'altro, hanno vestito i panni del bel tenebroso principe di Danimarca. Quando debuttarono (nel 1998 e nel 2008) i critici e gli addetti ai lavori storsero il naso. Il pubblico, però, li premiò con un'accoglienza vivace (forse troppo vivace da parte delle centinaia di ragazzine che accorsero a teatro per la prima volta). Alla fine tutti rimasero soddisfatti. Anche i critici che applaudirono le interpretazioni dei nostri giovani attori e considerarono comunque positivo il fatto che, grazie alla presenza di queste star del piccolo e grande schermo, molti giovani fossero entrati per la prima volta in una sala teatrale, affrontando nientemeno che il meglio che la drammaturgia possa offrire. Shakespeare appunto.
Ora è la volta di un altro giovane attore, amatissimo dalle teenager. Stiamo parlando di Riccardo Scamarcio che torna a teatro con uno dei classici shakespeariani più amati: «Romeo e Giulietta». Il debutto è previsto nel giorno di San Valentino a Roma (teatro Eliseo). E pazienza se questa volta l'Eliseo è costretto a rimanere aperto anche di lunedì, tradizionalmente giorno di riposo settimanale per le sale teatrali. La coincidenza era così ghiotta che gli organizzatori non ci hanno pensato su un momento. Costringendo maestranze e attori a questo piccolo sacrificio.
Proprio attorno a Riccardo Scamarcio ruota il nuovo allestimento firmato da Valerio Binasco. Un lavoro che si affida all'adattamento firmato dallo stesso Binasco insieme con Fausto Paravidino (uno dei più rappresentativi autori della nuova scena teatrale italiana). Alla vigilia di questo debutto l'attore si definisce «stanco e preoccupato», ma considera quest'esperienza molto positiva, al di là delle critiche o del successo che avrà: «Per trovare il giusto registro del mio personaggio ho dovuto annientare il mio ego e lasciarmi trasportare da un'energia non controllabile. Sul palcoscenico ho vissuto una sorta di transfert che è stato molto terapeutico per me» ha spiegato l'attore. Scamarcio ha confessato che il lavoro con Binasco è arrivato proprio in un momento di crisi professionale per lui: «prima di iniziare le prove dello spettacolo mi sentivo a pezzi e questo lavoro mi è servito a rimetterli insieme. In un momento di crisi economica come questo è difficile che gli autori cinematografici siano liberi di fare ciò che vogliono, perché servono molti soldi, mentre nel teatro c'è ancora la possibilità di esprimersi liberamente» ha dichiarato Scamarcio.
Lo spettacolo dell'Eliseo sarà un «Romeo e Giulietta» di impronta contemporanea, non in costume, con un'ambientazione astratta. Per il regista fare uno spettacolo del genere oggi è un gesto di ribellione: «Con i tagli alla cultura d'ora in poi sarà difficile fare teatro, e proprio per questo noi rispondiamo con un "Romeo e Giulietta" anarchico, ribelle. È un modo per dire: ce la facciamo anche con pochi mezzi e a costo di grandi sacrifici». I due eroi romantici per eccellenza del teatro in questa messa in scena si muovono in un contesto carico di violenza, perché, aggiunge Binasco, «Romeo e Giulietta sono figli di una faida: sono tetri e festosi, hanno un istinto di vita e di morte. La violenza è il filo conduttore dello spettacolo, sia nell'amore che nella morte». Anche il Romeo di Scamarcio vive questa doppiezza: «È capace di incantarsi come un bambino ma ha anche un'anima nera, una propensione a distruggere, è eccessivo, sempre combattuto» ha spiegato l'attore. Se gli si chiede quanto lui somigli a quel Romeo Scamarcio risponde: «Romeo crede nei sogni e nel mistero, mentre il suo amico Mercuzio è un individualista, vive nel presente. Io mi sento esattamente a metà tra loro due».