Scaricato da De Magistrisl'esperto di emergenza rifiutiassunto nella terra di Nichi

Raphael Rossi, l'ex direttore dell'Asia di Napoli, "scaricato" da De Magistris, ora viene assunto, con tanto di elogio di Vendola, dalla città di Foggia

A meno di un mese dal licenziamento (o dalle dimissioni) di Raphael Rossi, simbolo della "rivoluzione arancione" alla guida dell'Asia, società napoletana che si occupa della gestione dei rifiuti, lasciato a casa da De Magistris, l'esperto torinese viene assunto dalla città di Foggia, con tanto di presentazione con elogio da parte di Nichi Vendola.

Rossi era arrivato a Napoli da Torino (dove era salito agli onori della cronaca per avere denunciato dirigenti comunali che gli avevano proposto una tangente da centomila euro) per risolvere una volta per sempre l'emergenza rifiuti, guidando la formazione che doveva occuparsi del problema.

E nel giro di poco tempo era diventato uno dei simboli più in vista della Napoli di De Magistris. Ma a cacciarlo di casa sono bastati sei mesi, anche se lo stesso Rossi, intervistato dal Fatto, parlava di un periodo non breve, per ciò che si era riusciti a fare. Il perché è difficile dirlo. Il sindaco di Napoli si limitava a dire, nella conferenza stampa in cui annunciò l'abbandono dell'incarico,  che Rossi sarebbe "rimasto nella squadra". Cosa che non è accaduta, con tanto di delusione esternata dal 37enne torinese, a cui non ha fatto un gran piacere essere scaricato dal duro e puro pirmo cittadino napoletano: "Non me l'aspettavo", è stato il primo commento di Rossi.

Dietro le dimissioni, o il licenziamento, a dar retta a un articolo pubblicato su Il Mattino, poi ripreso e commentato dal Fatto Quotidiano, ci sarebbe stata una questione di soldi. Meglio, cinque consulenze che avevano sollevato qualche malumore. Consulenze affidate a quattro collaboratori fidati, anch'essi arrivati da Torino come Rossi: Robiati, Di Polito, Varisotti e Vecchiotti, tranne una, data alla Studium, società che si occupa di studi in materia di ecologia.

Consulenze per un totale di 150.000 euro, cifra importante. Importante più che altro perché il costo di ogni consulenza non superava i 50.000 euro, cifra sotto la quale Rossi aveva mano libera e non era obbligato a riportare la spesa al cda, grazie ai poteri affidatigli dal comune di Napoli. Consulenze che però avrebbero sollevato qualche malumore. Qualcuno, commentava sempre il Fatto, si sarebbe indispettito per "non per aver potuto analizzare il curriculum e le competenze dei professionisti scelti". 

Altra questione spinosa quella dell'assunzione di 23 ex lavoratori del consorzio in Asia, a cui sarebbe stato favorevole il vice sindaco Sodano e che invece Rossi osteggiava. Il numero uno di Asia aveva indicato una delle ragioni del suo avvicendamento con Raffaele Del Giudice nella mancata assunzione degli ex dipendenti del bacino Napoli 5, anche se Sodano aveva smentito, motivando la scelta con "l’impossibilità per Rossi di realizzare compiutamente ed efficacemente gli obiettivi dell’amministrazione in materia di rifiuti e ciò anche quale conseguenza di tensioni interne all’azienda determinate da comportamenti e affermazioni pubbliche rese dallo stesso Rossi, incompatibili con le delicate funzioni a lui assegnate". 

La vicenda non aveva mancato di suscitare ulteriori polemiche, scatenando uno scambio di battute tra il sindaco Luigi De Magistris e un altro illustre partenopeo, Roberto Saviano, che aveva cinguettato due tweet piuttosto dubbiosi sulla scelta del comune di Napoli, chiedendo nel primo "più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione dell'Asìa" e specificando nel secondo: "Sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d’ombra". Illazione alla quale De Magistris aveva risposto - pur non citando direttamente lo scrittore - semplicemente sottolineando che, a suo avviso, sulla questione zone d'ombra non ce n'erano. 

Eppure, nonostante le dimissioni dall'Asia - dimissioni commentate con uno "è stata una scelta del sindaco, non concordata con me" - qualcosa di buono Rossi doveva averlo fatto se a richiamarlo ci ha pensato Gianni Mongelli, sindaco della città di Foggia, obiettivo "venir fuori, una volta per tutte, dall'emergenza". L'ufficializzazione dell'incarico ieri mattina, alla presenza del presidente della Regione Nichi Vendola che lo ha definito "un amministratore capace, un cittadino che porta la bandiera della legalità e della trasparenza", e "ha lavorato con brillanti risultati alla soluzione di un'emergenza ben più grave".

Insomma, se De Magistris non ci ha messo poi tanto a scaricare Rossi, Vendola e Mongelli non ci hanno messo un attimo ad accaparrarselo con tanto di elogi.