Scavi di Pompei, crolla la Domus dei Gladiatori Napolitano: "Vergogna"

Il crollo forse causato da infiltrazioni d'acqua. L'ira del Capo dello Stato: "Vergogna per l'Italia, chi ha il dovere di dare spiegazioni lo faccia al più presto e senza ipocrisie". Il ministro Bondi: "Servono risorse adeguate"

Napoli - Crollata la Domus dei Gladiatori, così chiamata perché al suo interno si allenavano gli atleti nell'antica Pompei. Il crollo, secondo primi accertamenti, è avvenuto intorno alle ore 6 ed è stato notato dai custodi appena arrivati al lavoro verso le ore 7.30. L'area è transennata e non è possibile accedere. La Domus è sulla via principale, via dell'Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro. Predisposto un percorso alternativo per i turisti.

Il nome classico della domus è Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, un edificio risalente agli ultimi anni di vita della città romana prima che l'eruzione la seppellisse. La casa secondo gli studiosi doveva fungere da sede di una associazione militare e deposito di armature. L'ampia sala dove si allenavano i gladiatori era chiusa con un cancello di legno. Su una delle pareti apparivano gli incassi che contenevano delle scaffalature con le armature stesse che furono infatti ritrovate nello scavo. La decorazione dipinta, persa nel crollo, richiamava al carattere militare dell'edificio: trofei di armi, foglie di palma, vittorie alate, candelabri con aquila e globi. La casa attualmente non era visitabile internamente, ma si poteva osservare solo dall'esterno.

Sarebbero state infiltrazioni di acqua piovana che per le grandi piogge dei giorni scorsi hanno fortemente inibito il terreno e indebolito le fondamenta, unite alla pesantezza del tetto in cemento fatto negli anni '50, le cause del crollo. Lo conferma anche l'ex sovraintendente Giuseppe Proietti, in pensione solo da qualche settimana. Proprio la pesantezza del tetto, unita alla cedevolezza del terreno avrebbe fatto crollare, spiega l'archeologo, tutte le pareti della Domus, alcune delle quali erano anche decorate, sebbene solo con motivi ornamentali, fregi e armature che richiamavano la funzione dell'edificio. La Schola, precisa Proietti, non era aperta al pubblico ma non c'erano stati al suo riguardo particolari motivi di allarme. Non era insomma segnalata come una situazione a rischio. 

Napolitano: "Vergogna nazionale" "Quello che è accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l'Italia", ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commentando il crollo. "E chi ha da dare delle spiegazioni - ha aggiunto - non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie". 

Bondi: servono risorse, patrimonio immenso "Quanto è accaduto ripropone la necessità di disporre di risorse adeguate per provvedere a quella manutenzione ordinaria che è necessaria per la tutela e la conservazione dell'immenso patrimonio storico artistico di cui disponiamo", dice il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi. "Il crollo - conferma il ministro - ha interessato le murature verticali Schola Armaturarum che erano state ricostruite negli anni Cinquanta, mentre parrebbe essersi conservata la parte più bassa, la parte cioè che ospita le decorazioni affrescate, che quindi si ritiene che potrebbero essere recuperate. Allo luce dei primi accertamenti, il dissesto che ha provocato il crollo parrebbe imputabile ad uno smottamento del terrapieno che si trova a ridosso della costruzione per effetto delle abbondanti piogge di questi giorni e del restauro in cemento armato compiuto in passato".