Scazzi, scarcerato Misseri La prima notte in libertà l'ha trascorsa in ospedale

Lo zio di Sarah, in cella dallo scorso 6 ottobre dopo aver confessato l'omicidio è stato liberato. Nei giorni scorsi la moglie Cosima è finita in manette

Taranto - Quella appena trascorsa doveva essere la prima notte di Michele Misseri a casa, dopo quasi otto mesi di carcere, e invece il contadino di Avetrana coinvolto nel delitto della nipote Sarah Scazzi avvenuto lo scorso 26 agosto e per il quale sono detenute la moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina, è finito in psichiatria sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Intorno alla mezzanotte, infatti, un'ambulanza del 118 è giunta davanti al cancello della villetta di via Grazia Deledda ed è ripartita dopo aver imbarcato Misseri verso l'ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. L'ordinanza di trattamento sanitario obbligatorio è stata firmata dal sindaco di Avetrana Mario De Marco. Secondo la figlia Valentina, che si trovava in casa con Misseri, "i medici del 118 sono arrivati a casa dicendo di aver ricevuto una chiamata, ma io non ho chiamato nessuno. Lui stava bene, era meravigliato per essere uscito dal carcere". Quando Valentina ha chiesto ai medici spiegazioni sul ricovero, le è stato risposto che era stato il sindaco di Avetrana a disporre con un'ordinanza il ricovero.

Misseri aveva lasciato il carcere di Taranto solo poche ore prima. Ad accoglierlo era stata la stessa figlia Valentina che, con un amico di famiglia, era andata a prenderlo all'uscita dal penitenziario per accompagnarlo a casa. Misseri è stato scarcerato ieri pomeriggio dal gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati dopo un'istanza di scarcerazione depositata ieri mattina dal difensore di Misseri, Francesco De Cristofaro. Il legale nella richiesta sosteneva la tesi della decorrenza dei termini di custodia cautelare. Misseri era entrato in carcere la notte tra il 6 e il 7 ottobre scorso, al termine della prima confessione resa ai giudici nel corso della quale aveva indicato il luogo in cui era sepolta Sarah. Zio Michele è indagato per omicidio, vilipendio e soppressione di cadavere. L'uomo è arrivato poco prima delle 20 di ieri a casa, nella villetta in via Deledda 22 ad Avetrana, dove si presume sia avvenuto il delitto di Sarah. Ad attenderlo, oltre ad una piccola folla di curiosi e giornalisti, c`era anche una sorella e due nipoti, che non sono riusciti ad incontralo per il secco diniego della figlia maggiore di Misseri, Valentina, che lo ha impedito. Poco prima della mezzanotte, l`epilogo con il ricovero in ospedale.

La scarcerazione Colpo di scena nell'inchiesta sul delitto di Sarah Scazzi. Il Gip del tribunale di Taranto, Martino Rosari, accogliendo la richiesta del difensore di Misseri, Francesco De Cristofaro, ha scarcerato il contadino di Avetrana, anche se avrà l’obbligo quotidiano di presentazione in caserma. Si sarebbero infatti attenuate le esigenze cautelari in relazione al capo di imputazione principale contestato a Misseri, quello di omicidio. Misseri ha lasciato in serata il carcere di Taranto dove era detenuto. Una piccola folla di curiosi si è radunata poco fa davanti i cancelli del penitenziario in attesa della scarcerazione. L'uomo è stato accompagnato ad Avetrana a bordo di un’auto scortato dai carabinieri.

La motivazione L’omicidio di Sarah Scazzi è stato compiuto nell’abitazione dei suoi zii "in assenza di Michele", che pur essendo ancora formalmente indagato per concorso in omicidio, sembra destinato a rispondere in un eventuale processo a suo carico del solo reato di concorso nella soppressione del cadavere della quindicenne. La custodia cautelare per quest’ultimo reato è di sei mesi. Essendo Misseri in carcere dall’ottobre scorso, i termini di custodia preventiva sono quindi scaduti.

Accolta la richiesta dell'avvocato Il legale di Misseri questa mattina aveva presentato istanza di scarcerazione per la decorrenza dei termini della custodia cautelare. Misseri era in carcere dal 6 ottobre scorso, quando confessò il delitto e fece ritrovare il corpo della nipote, Sarah Scazzi. Dopo avere più volte cambiato versione, fino a quella dagli inquirenti considerata veridica secondo la quale l’omicidio sarebbe stato compiuto dalla figlia Sabrina, alla quale in concorso, secondo le ultime svolte dell’indagine, si sarebbe aggiunta la moglie Cosima, ora Michele Misserio è accusato solo della soppressione del cadavere della 15enne.