Sci: la maledizione di Whistler, un incubo per i Giochi

Oggi si proverà nuovamente a dare il via alla discesa. Ma qui il meteo ha sempre creato problemi

Whistler Mountain - Cielo azzurro. Miracolo a Whistler. E se, come previsto, ora arriverà anche il freddo (le previsioni annunciano dai meno 10 ai meno 17 gradi per la notte), la discesa libera maschile che dovrebbe aprire con due giorni di ritardo il programma dello sci alpino sarà una gara da brividi. Perché dopo la pioggia violentissima caduta nella notte fra sabato e domenica, una gelata creerebbe un fondo velocissimo, completamente diverso da quello trovato nell'unica prova (più o meno) regolare andata in onda mercoledì scorso, ben quattro giorni prima del via più importante dell'inverno. Ha senso? Se poi pensiamo che in quella prova nemmeno tutti erano riusciti a partire, per la nebbia, beh, viene da chiedersi se chi comanda si renda conto di quanto potrebbero pesare le sue decisioni.

Mentre gli atleti aspettano con pazienza nel villaggio (ieri le donne italiane si sono dedicate al bucato nelle sale lavanderia, per il resto si gioca a carte, si sta davanti al computer o si va in palestra), loro, i giudici federali, sono in pista a controllare, valutare, dare ordini alle centinaia di volontari. Ieri, la prova prevista alle 11, è stata annullata già alle 5.30 del mattino dopo una ricognizione notturna. Le donne non si sono nemmeno vestite da sci.

Il programma di oggi, salvo modifiche, recita discesa maschile alle ore 10.30, le 19.30 da noi, e prova discesa donne spezzata in due, al mattino solo la parte alta, al pomeriggio quella finale che sfocia nella discesa maschile, da lasciare intonsa fino alla gara. Una cosa mai vista. Finora l'unica ad aver provato l'ebbrezza di calcare la pista olimpica femminile da cima a fondo è stata Lucia Recchia, numero 1 nell'unica prova finora partita ma annullata dopo la caduta disastrosa (ma per fortuna senza danni) dell'americana Stacey Cook.

Le statistiche del resto non lasciavano spazio all'ottimismo. Se due anni fa, nel febbraio 2008, tutto era andato per il meglio in occasione delle gare preolimpiche, in passato Whistler Mountain era il simbolo delle località incubo per la coppa del mondo. Per ben cinque volte, 1988, '94, '96, '97 e '98, le gare erano state annullate per pioggia o nebbia e a quel punto la Fis aveva deciso di spostare la tappa canadese a Lake Louise che, non essendo influenzata dal clima oceanico, dava maggiori garanzie. Assegnando l'Olimpiade a Vancouver si sapeva benissimo a quali rischi si andava incontro, perché se è vero che l'Olimpiade invernale non è solo lo sci alpino, è anche vero che gare irregolari in questa disciplina rovinerebbero l'immagine di Giochi. Tanto più visto che il Canada punta molto proprio sulla discesa maschile con Manuel Osborne-Paradis, attualmente terzo nella coppa del mondo di specialità.

Per noi l'uomo bandiera sarà Werner Heel, fiducioso dopo l'ottimo quinto tempo in prova, a suo agio sulla pista, tranquillo e consapevole di poter dare il meglio su ogni tipo di neve. Fill, Innerhofer e Staudacher, che completano il quartetto azzurro, sembrano meno pronti di lui. Chiudo qui con l'ultima notizia. Avevo iniziato a scrivere col sole, ora sta diluviando.