La scienza cura i cani dalla distrofia E gli animalisti urlano: «Vivisezione»

I ricercatori del San Raffaele replicano agli attacchi: «Salvare 10 Golden Retriever dalla malattia non è peccato»

da Milano

Qualche volta gli animalisti sparano nel mucchio. Capita anche questo. Nel codice genetico dei Golden Retriever c’è un male nascosto. È la distrofia muscolare di Duchenne. È una malattia che non colpisce tutti i cani di questa razza, ma è lì, insidiosa, da generazioni, qualche volta compare, altre è solo una possibilità. Qualche tempo fa i ricercatori del San Raffaele, in collaborazione con l’università di Pavia e la scuola veterinaria francese di Maisons-Alfort, hanno scoperto che cellule staminali, definite mesoangioblasti, prelevate dai vasi sanguigni di cani sani curano questo tipo di distrofia. La ricerca è stata finanziata da Telethon. La notizia viene pubblicata suNature, la più prestigiosa rivista scientifica internazionale, il 15 novembre 2006. Dopo cinque iniezioni consecutive i cani distrofici hanno mantenuto o migliorato la deambulazione e una discreta forza muscolare. Un successo, insomma. La speranza è che questi studi, oltre a curare i cani, siano utili anche all’uomo. «I risultati - spiega Giulio Cossu, direttore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele di Milano - confermano che siamo sulla strada giusta».
Passa un po’ di tempo, la notizia viene rilanciata su giornali e tv, arriva anche dalle parti delle associazioni animaliste. Nessun brindisi, ma proteste. Mobilitazione. Una serie di e-mail di protesta planano sulle redazioni dei quotidiani, affollano i siti internet. La parola d’ordine è: basta con la vivisezione. Cose di questo tipo. Marco Reggio: «La scoperta di una cura per la distrofia muscolare è stata fatta sulla pelle di innocenti animali». Daniele Cortelli, da Roma: «È stato omesso il particolare che per legge tutti gli animali su cui si effettuano esperimenti, se non trovano un padrone, vengono abbattuti». Monica Lugini: «Vergognatevi per il servizio che fate alle aziende farmaceutiche. Inserite in qualsiasi motore di ricerca la parola "vivisezione" e vedete se il cagnolino gioca felice con il suo aguzzino». Helena Deza Linares: «Non darò mai un soldo a Telethon. Cordiali saluti». Il resto è più o meno sullo stesso tono. Tanti messaggi, orchestrati in una campagna contro la scienza che tortura gli animali. Pensi al tuo cane e, in effetti, ti senti male. In genere magari è proprio così. Questa volta però un dubbio ti viene. I Golden Retriever erano davvero malati di distrofia muscolari. La risposta del San Raffaele serve a eliminare i dubbi: «I cani sono stati curati in un istituto veterinario francese all’avanguardia nel mondo per il rispetto delle leggi sugli animali. Il trattamento dei ricercatori consisteva in poche, non più di cinque, semplici iniezioni in dieci cani affetti in modo naturale da distrofia muscolare. Il tipo di trattamento effettuato è paragonabile a un vaccino o ad altre terapie effettuate in uno studio veterinario. Non sono stati sottoposti ad alcuna violenza o maltrattamento. Niente vivisezione. I cani, soprattutto, hanno vinto la malattia».