La scienza Morte cerebrale, coma e stato vegetativo Ecco tutte le differenze

Come spiega il Centro Nazionale Trapianti esiste una «sostanziale differenza» tra stato di coma, stato vegetativo persistente e morte cerebrale.
Coma. È una condizione clinica complessa che deriva dall’alterazione del regolare funzionamento del cervello con compromissione dello stato di coscienza. Anche nei casi più gravi le cellule cerebrali sono vive ed emettono segnali elettrici rilevabili. Il coma comprende più stadi di diversa gravità, incluso lo stato vegetativo persistente, ed è una situazione dinamica, che può cioè regredire o progredire. In questi casi si è in presenza di pazienti vivi, sui quali si deve attuare qualsiasi presidio terapeutico che sia in grado di curarli.
Stato vegetativo persistente. È quello di Eluana: in questo caso le cellule cerebrali sono vive e mandano segnali elettrici evidenziati in modo chiaro dall’elettroencefalogramma. Il paziente può respirare in modo autonomo, «mantiene una vitalità circolatoria, respiratoria e metabolica e un controllo sulle cosiddette funzioni vegetative (esempio temperatura corporea, pressione arteriosa, diuresi, etc...)». I riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono mantenuti; le funzioni cerebrali «mantengono una certa vitalità, sebbene ridotta».
Morte cerebrale. Le cellule cerebrali sono morte, non mandano segnale elettrico e l’encefalogramma risulta piatto. Il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacità di respirare e tutte le funzioni encefaliche: non ha controllo sulle funzioni vegetative (non c’è più controllo sui meccanismi che regolano la temperatura corporea e la pressione arteriosa). I riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono assolutamente assenti; le funzioni cerebrali sono assenti in modo irreversibile.