Sciopero al «Sole-24 ore», Riotta nel mirino

Oggi il Sole 24 Ore non sarà in edicola, a causa dello sciopero proclamato ieri dall’assemblea dei redattori contro la proposta aziendale di «fare uno scambio fra l’ipotesi di 70 esuberi e la riduzione delle retribuzioni». A rischio anche la fiducia al direttore: l’assemblea ha infatti deciso di organizzare anche un referendum pro o contro Gianni Riotta, alla guida del giornale dal 2009.
Una decisione presa dopo che l’azienda ha comunicato al comitato di redazione - l’organismo sindacale del quotidiano - l’esistenza di 70 esuberi e ha proposto come alternativa, per risparmiare 7 milioni l’anno (pari all’11% del costo del lavoro giornalistico) di ridurre i benefit dell’integrativo. In pratica, si tratterebbe di un taglio del 10% dello stipendio in tre anni, che consentirebbero un beneficio totale di 20 milioni per le casse dell’azienda.
Come risposta l’assemblea di redazione, giudicando «irricevibile» la proposta dell’azienda, ha proclamato lo sciopero immediato e affidato al Cdr un pacchetto di altri 5 giorni di sciopero. Secondo il cdr, l’ipotesi di riduzione dell’organico «contraddice quanto affermato dall’ad» Donatella Treu, «in conferenza stampa solo pochi giorni fa, nella presentazione del piano industriale» agli analisti e al mercato «ed è in palese violazione con gli accordi sullo stato di crisi, siglati al ministero del Lavoro».
Le mozioni sono state approvate a larghissima maggioranza dopo una accesa discussione, nella quale sarebbe stato anche ricordato che negli ultimi 3 anni l’azienda ha speso 105 milioni per consulenze e collaborazioni esterne. In serata, il gruppo 24Ore ha diffuso una nota in cui si precisa fra l’altro che «L’azienda ha confermato nell’incontro con il Cdr del primo febbraio i contenuti del piano triennale comprensivo di 50 milioni di investimenti nel triennio» e ha proposto un «patto per l’occupazione» rispettoso degli accordi che hanno portato alla dichiarazione dello stato di crisi «che prevede un deciso contenimento dei costi indotti da alcuni accordi aziendali», aggiungendo che «non c’è nessuna riduzione dell’organico di 70 unità».