Scontro in tv sulla clonazione di Cristo «Ma il Dna della Sindone è inutilizzabile»

In Francia due inchieste a confronto tra scienza e audience

Alberto Toscano

da Parigi

La domanda ha l'aria di una pura provocazione più che di un'autentica sfida scientifica : «È possibile clonare Gesù utilizzando il Dna presente sulla Sacra Sindone di Torino?». Però gli autori di una celebre trasmissione televisiva francese Lundi investigation, che si potrebbe tradurre con «L'inchiesta del lunedì», andata in onda ieri sera alle 22,40 sulla rete privata Canal Plus - si sono posti «molto seriamente», così dicono, quell'interrogativo al limite dell'assurdo. Per loro tutto è plausibile in un'epoca che esalta i prodigi della clonazione fino a ipotizzare allegramente la nascita di esseri umani «copiati» in laboratorio. In questa atmosfera fantascientifica, i conduttori della trasmissione hanno parlato delle ricerche (o presunte tali) del biologo americano Leoncio Gaarza-Valdés, dell'università del Texas, che afferma d'essere riuscito a individuare e a clonare tre molecole provenienti dal sangue di Gesù.
Oggi la Chiesa non permette più l'effettuazione di analisi scientifiche sulla Sacra Sindone, ma quelle avvenute in passato possono - secondo Didier van Cauwelaert e Yves Boisset, autori della trasmissione di Canal Plus - aver fornito agli scienziati americani elementi per ipotizzare una clonazione di Gesù. «Vogliono clonare Cristo?» è il titolo di questa trasmissione, durata un'ora e mezzo con tanto di reportages e interviste. L'attesa per la trasmissione televisiva sulla «clonazione di Gesù» è stata testimoniata dal reportage che la rete radiofonica pubblica France Info ha realizzato a sua volta sull'argomento, mandandolo in onda qualche ora prima dell'inchiesta di Canal Plus. La conclusione di tale reportage radiofonico è la sostanziale impossibilità di effettuare una clonazione partendo dagli elementi organici presenti sulla Sindone. Una conclusione che va nel senso opposto rispetto alla tesi sostenuta dagli autori dell'inchiesta televisiva, che cercano di tenere in piedi la loro tesi «ad effetto» nella speranza di sfondare sul piano dell'audience più che su quello della ricerca scientifica.
Il Dna di Dio è il titolo del libro scritto da Leoncio Garza-Valdés a seguito dei suoi studi sulle cellule umane presenti sulla Sindone e anche su reliquie della Passione di Gesù Cristo conservate in Francia e in Spagna. Gli autori del reportage di Canal Plus cercano di attribuire credibilità a tesi di questo genere, al punto che - secondo loro - lo scienziato americano avrebbe voluto presentare al Papa «l'impronta genetica dell'uomo avvolto nella Sindone». In Francia i temi della clonazione umana stanno provocando attualmente un particolare interesse, testimoniato dall'uscita in questi giorni del libro «La rivincita del serpente o la fine dell'homo sapiens», scritto dal professor Bernard Debré, illustre medico con l'hobby di famiglia della politica: è figlio di Michel Debré, stretto collaboratore di De Gaulle, ed è fratello gemello di Jean-Louis Debré, attuale presidente dell'Assemblea nazionale. Per il prof. Debré è necessario utilizzare tutti gli strumenti possibili per incentivare la ricerca scientifica e così il tema della clonazione ripropone tutti i suoi inquietanti interrogativi morali. In questo dibattito hanno cercato di inserirsi ieri sera i «cacciatori di audience» di Canal Plus, con le loro tesi che fanno talvolta pensare a fantasiose ricostruzioni di complotti per «frenare» la ricerca scientifica sulla Sacra Sindone. Come se la clonazione a partire da molecole di duemila anni fa fosse un gioco da ragazzi e come se l'idea di produrre un «Gesù in laboratorio» potesse davvero essere ipotizzata da scienziati degni di questo nome.