Scoperto un arsenale della 'ndrangheta

Una quindicina tra kalashnikov, mitragliette Stern, fucili a pompa, esplosivo: è l'arsenale trovato dalla polizia in un fondo agricolo a Gioia Tauro. Due arrestati. Forse armi della cosca Piromalli

Gioia Tauro (Reggio Calabria) - Un vero e proprio arsenale a disposizione della cosca Piromalli di Gioia Tauro è stato scoperto dalla polizia: due persone sono state arrestate. Queste le armi poste sotto sequestro: una quindicina tra kalashnikov, mitragliette Stern, fucili a pompa trovati insieme ad esplosivo ad alto potenziale. L'operazione è stata condotta dagli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria e dal commissariato di Gioia Tauro.

Armi nascoste in un fondo agricolo L'arsenale era nascosto in un fondo agricolo. Le armi erano tutte in ottimo stato d'uso. Secondo gli investigatori il sequestro delle armi potrebbe avere sventato il rischio di una ripresa dello scontro tra le cosche Piromalli e Molé, una volta alleate ma adesso entrate in conflitto tra loro.

Il procuratore di Reggio Calabria "La piana di Gioia Tauro é uno dei punti nevralgici degli equilibri tra le varie famiglie di 'ndrangheta''. A sostenerlo è stato il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in merito all'operazione della polizia che stamani ha portato, a Gioia Tauro, alla scoperta di un arsenale nella disponibilità delle cosche. "Lo scorso anno - ha aggiunto - ci son stati efferati delitti e poi alcune operazioni significative e numerosi arresti. La situazione mi sembra sul filo del rasoio con la creazione di nuovi equilibri o la riaffermazione di quelli esistenti. Sotto questo profilo, da un lato ci sono molte indagini in corso dall'altro queste operazioni di carattere preventivo sono estremamente importanti". "Si tratta - ha sostenuto Pignatone - di un quantitativo significativo di armi e di esplosivo. E' ovvio pensare che potessero essere utilizzati nell'ambito della continua e strisciante guerra di mafia che esiste nella piana di Gioia Tauro. Sotto questo profilo mi pare estremamente importante l'attività della polizia che ha sottratto alle cosche la disponibilità di questi strumenti di offesa estremamente temibili".

Armi pronte all'uso "Le armi - ha concluso il procuratore di Reggio - erano pronte all'uso. naturalmente non abbiamo elementi per poter dire quale dovesse essere, oggi o domani, quest'uso. Comunque si trattava di armi in perfetta efficienza occultate con attenzione ma conservate in modo da poter essere immediatamente utilizzate".