Scoperto il meccanismo grazie al quale le staminali generano tessuti tumorali

Il merito della scoperta va aun gruppo di ricercatori italiani che lavorano con l'Istituto Superiore di Sanità, l'Università Cattolica di Roma (Gemelli) e in collaborazione con l'Istituto Neurologico Besta di Milano. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature.

Svelato il meccanismo con cui le cellule staminali generano i tessuti tumorali. Il merito va ad un gruppo di ricercatori italiani che lavorano con l'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e l'Università Cattolica di Roma (Policlinico A. Gemelli) e in collaborazione con l'Istituto Neurologico Besta di Milano. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature.
Grazie all'analisi del tessuto tumorale dei pazienti affetti da glioblastoma multiforme, il più maligno dei tumori cerebrali, i ricercatori italiani coordinati da Ruggero De Maria, Direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell'Istituto Superiore di Sanità, hanno scoperto il meccanismo con cui agiscono le cellule staminali tumorali. La scoperta è stata effettuata attraverso l'analisi di tessuti tumorali provenienti da oltre 40 pazienti affetti da glioblastoma sottoposti a intervento chirurgico dall'equipe del professor Giulio Maira, ordinario di Neurochirurgia presso l'Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma.
Grazie a una tecnologia messa a punto presso la Fondazione Besta è stato possibile ricreare in laboratorio i vasi sanguigni tumorali, che sono stati analizzati e confrontati con quelli normali per comprenderne le caratteristiche e i possibili bersagli terapeutici.
«L'angiogenesi, cioè la capacità di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni - commenta il neurochirurgo della Cattolica Giulio Maira - è una caratteristica tipica dei tumori maligni ed è un elemento essenziale per la crescita del glioblastoma multiforme, il più maligno e purtroppo il più frequente tra i tumori cerebrali. Ricerche recenti hanno ipotizzato che una popolazione di cellule staminali neurali aberranti è responsabile dello sviluppo di questo tumore. Il nostro studio ha dimostrato che le cellule staminali del glioblastoma sono in grado di costruire la rete di vasi sanguigni necessari per alimentare e far crescere il tumore, fornendo informazioni rilevanti sul meccanismo con cui i tumori progrediscono».
A questo punto si aproni nuovi scenari terapeutici per la cura di molti tumori.
«L'abilità di queste cellule nel contribuire direttamente alla vascolarizzazione del tumore rappresenta un nuovo meccanismo di angiogenesi e non necessariamente limitato al glioblastoma e che può rappresentare un importante approccio terapeutico per diversi tipi di tumore- spiega Enrico Garaci, Presidente dell'Iss - Allo studio delle alterazioni delle cellule staminali lavoriamo da anni e questa pubblicazione ci conferma l'esistenza delle cellule staminali tumorali su cui da tempo la comunità scientifica discute. Questa ricerca mette un punto su quello che potrà essere un cardine importante da cui ripartire per ripensare le strategie terapeutiche future della lotta contro il cancro».
La ricerca, finanziata dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha svelato che le cellule staminali dei tumori hanno delle capacità finora insospettabili che rivoluzioneranno la biologia dei tumori, spiega Ruggero De Maria, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia Molecolare dell'Iss. «Abbiamo esaminato i tessuti di circa quaranta pazienti ammalati di glioblastoma multiforme, uno dei tumori più aggressivi, per il quale non esistono terapie efficaci, e abbiamo potuto osservare come le sue cellule staminali siano in grado di far crescere il tumore, generando direttamente dei nuovi vasi sanguigni. Questi nuovi vasi nutrono il tumore e gli permettono di crescere e invadere il cervello. Si tratta di una osservazione molto importante - aggiunge il ricercatore - perché questo studio, in particolare, ha mostrato come la maggioranza dei vasi sanguigni del tumore sia costituita da cellule staminali tumorali trasformate in cellule endoteliali, cioè nelle cellule che normalmente sono deputate alla formazione dei vasi del sangue necessari a portare ossigeno e sostanze nutritive al nostro organismo».
Per Roberto Pallini, ricercatore dell'Istituto di Neurochirurgia dell'Università Cattolica di Roma, e coordinatore dello studio assieme a De Maria, «la scoperta che le cellule staminali tumorali danno origine ai vasi sanguigni dei glioblastomi può avere notevoli implicazioni terapeutiche in quanto l'individuazione di farmaci in grado di bloccare questo processo potrebbe costituire una terapia efficace per la cura di questi terribili tumori».