Scoperto lo scorpione gigante Era goffo e poco aggressivo

Lungo 1,6 metri, le sue orme risalgono a 330 milioni di anni fa

Erica Orsini

da Londra

Era grande quasi quanto un uomo, superava il metro di lunghezza e con le sue sei zampe sguazzava nei fiumi della Scozia preistorica. A volte però, seppur con fatica, raggiungeva la riva e usciva dall’acqua. Questo l’identikit dello scorpione acquatico gigante, vissuto 330 milioni di anni fa, di cui per a prima volta sono state scoperte le orme. Autore dell’eccezionale scoperta Martin Whyte, un geologo dell'università di Sheffield.
«Per quanto ne so, si tratta non solo della più grande impronta terrestre mai rilevata fino ad ora - ha scritto il ricercatore sull’autorevole rivista britannica Nature - ma anche il primo dato che rivela con certezza i movimenti di questa specie sulla terraferma. E si tratta di notizia importante perché dimostra che questo genere di antropodi - ossia la categoria a cui lo scorpione apparteneva - ora estinti, poteva sopravvivere anche fuori dall’acqua, proprio nel periodo in cui i primi tetrapodi (animali a quattro zampe) stavano facendo la loro apparizione sulla terraferma». Le conoscenze scientifiche di questo animale lo avevano identificato fino a questo momento come un essere prettamente acquatico, che nel periodo Carbonifero, quando il paesaggio scozzese era ricoperto da fitte foreste, aveva scelto come dimora naturale le fresche acque di laghi e fiumi. Ora le impronte scoperte da Whyte rimettono tutto in discussione e ci aggiornano sull’evoluzione di questo scorpione, offrendo al tempo stesso la possibilità di conoscere meglio un membro della popolazione vissuta in Scozia 100 milioni di anni prima che i dinosauri facessero la loro prima apparizione sulla Terra. Questa creatura era piuttosto sgraziata nei movimenti, avanzava trascinandosi nel fango e la sua coda pesante lasciava un solco lungo il suo cammino ansimante e lento.
A dispetto delle sue sembianze paurose, non sembra essere stato aggressivo e sopravviveva come fanno gli squali elefante dei giorni nostri, nutrendosi di creature microspiche. Ieri il dottor Lyall Anderson, curatore principale del dipartimento di Scienze naturali al National Museums of Scotland ha definito la scoperta di mister Whyte «molto emozionante». «Sebbene lo scorpione gigante avesse un aspetto terrorizzante qualora aveste avuto modo d’incontrarne uno - ha commentato Anderson - avreste potuto notare che non aveva pungiglione sulla sua coda ed era molto simile al granchio reale moderno».
L’orma lasciata per noi sulla terra milioni di anni fa è quindi quella di un grande crostaceo disarmato, un mostro mansueto dei laghi scozzesi che ogni tanto preferiva l’abbraccio confortante di un po’ di melma. Ed è grazie a quelle temporanee e faticose capatine sulla terraferma che siamo stati in grado di conoscere parte della sua storia.