Scuola, basta tre "i" Sì al decreto Fioroni

E' stato approvato il decreto del ministro Fioroni. Si torna all'antico: spariscono inglese e internet, per fare posto a tabelline, storia e geografia. Scoppia la polemica politica

Roma - Il ripristino del tempo pieno (40 ore settimanali), tempi più veloci per sanzioanre i professori "fannulloni" (120 giorni al massimo), il ritorno del giudizio di ammissione all’esame di terza media, la definizione dei tempi e delle modalità con i quali i privatisti potranno sostenere l’esame di maturità: sono alcune delle novità introdotte con il decreto legge, varato oggi dal Consiglio dei ministri, per consentire il regolare avvio dell’anno scolastico. Il provvedimento - che è stato presentato in una conferenza stampa dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, insieme al Premier, Romano Prodi - "consente di iniziare l’anno - ha detto Fioroni - con più certezze e sicurezze".

Addio alle "i" della Moratti Inglese e internet - argomento di punta della scuola dell'ex ministro Moratti - possono aggiungersi al curriculum scolastico degli studenti ma non possono sostituire materie fondamentali come italiano, matematica, storia o geografia. Il ritorno al passato del ministro Fioroni all’insegna della scuola "più seria, non più severa" si fonda sull’importanza di tabelline e grammatica nell’insegnamento primario. "Non sono abituato nè ad archiviare nè a non archiviare. Io ritengo che internet e inglese, l’impresa afferisce ad altri, siano cose importanti, ma che possiamo aggiungere", ha detto Fioroni. "Ma non possiamo pensare, e chi lo fa sbaglia, che siano sostitutivi di italiano, grammatica, sintassi, matematica, storia e geografia. Credo che dovremmo evitare che i nostri ragazzi pensino che Pistoia stia in America e non sappiano dove stia Sidney. È uno sforzo che dobbiamo fare".

Prodi: "Gli insegnanti? Cardine del futuro" Non si sono fatti attendere gli auguri del presidente del Consiglio Romano Prodi a studenti e insegnanti per l'inizio del nuovo anno scolastico, "questa grande avventura". Prodi ha sottolineato il ruolo importante svolto dagli insegnanti perché "dal modo con cui si fa la scuola dipende l’Italia di domani". Sì perchè il "livello scolastico e quello di civiltà - ha spiegato il premier - sono interdipendenti". Un pensiero particolare è poi rivolto al corpo insegnante: "Vi vorrei ringraziare perchè fate un mestiere fra i più difficili e complessi", che chiede "non solo la conoscenza della materia ma anche un’apertura, una disponibilità che non sono richiesti in altri mestieri". Un lavoro, dunque conclude il presidente del Consiglio, "la cui fatica non solo è compresa ma è condizione essenziale per il futuro prospero e civile dell’Italia".