La scuola che insegna a «scrivere» le icone

Al Pime di Capolungo a Nervi c'è una stanza al secondo piano, luminosissima con il sole, con una finestra come un quadro sul verde, due tavoloni pieni di fogli e sopra tavole di legno gessate e dai bordi rossi, con intorno alle pareti splendenti Icone. Nella stanza, un frigo per il tuorlo d'uovo usato nelle tempere e per i pigmenti di polveri di antichi colori. Qui lavorano gli iconografi di Padre Fulvio Giuliano e la scuola ora è diretta da Lino Calcagno.
Le opere degli allievi saranno esposte al pubblico in occasione delle feste, con inaugurazione sabato 18, fino al 10 gennaio (martedì, giovedì, sabato 9.15/ 12.15).
Una Mostra per capire che le Icone si devono leggere, perché un'Icona non si dipinge ma si scrive. Ci dà il messaggio della Chiesa, basato sul mistero dell'Incarnazione, aiuta il fedele nella preghiera. In ognuna Cristo è centro, Madre e Santi sono rappresentati in quanto di Lui glorificazione.
Calcagno è stato direttore di Sapore di mare, giornale che di Quinto e Levante scandagliava ogni angolo, monumento, scoglio di mare, raccontando persone, associazioni, feste della gente. Splendido! «Ma questa nuova esperienza - dice il professore - mi ha cambiato la vita. È stato l'incontro con Qualcuno che ci guida ed è avvenuto attraverso Padre Fulvio mancato nel 2007». L'ultima opera del missionario è stata una via Crucis per Macapà dove fu ordinato sacerdote nel 1971. Giunse alla 14ª stazione, dando consegna al gemello Franco di finirla. L'opera è ora nella cattedrale brasiliana.
Nell'Icona il simbolismo deve essere esatto: lo sfondo dorato significa la luce non creata, cioè di Dio. Poiché l'oro rifrange la luce è usato per l'impenetrabilità dell'essenza divina. La Vergine quando è rappresentata con un medaglione sul petto è detta Madre del Segno per le parole di Isaia: «Vedrete un Segno, la Vergine e suo figlio Emanuele» (nome che significa Dio con noi). Anche come Madre che indica la via (una mano addita Gesù che tiene in braccio) o come Madre di Tenerezza con il volto accostato a Gesù bambino. Le mani del Cristo sono sempre in posizioni indicative: il mignolo alzato è in corrispondenza della I di ICXC, se scritta nell'aureola e abbreviazione del Suo nome in greco; anulare e pollice spesso si toccano come chiudessero il sigma finale del nome di Gesù, indice e medio incrociati indicano la ? di X?i?tòs. Il libro indica il Verbo incarnato, la cornice rossa il confine tra visibile e invisibile.