Scuola, in classe quasi tutti il 15 settembre La Gelmini: 23mila bimbi rom non studiano

Mentre circa mezzo milione di studenti è ancora alle prese con gli esami di
maturità (gli orali sono in corso in questi giorni), sono ormai pronti i calendari regionali per il prossimo anno
scolastico. Lombardia: in classe l'8 settembre<br />
<a href="/a.pic1?ID=273062" target="_blank"><strong>Ricerca, il piano della Gelmini per il rilancio</strong></a><br />

Roma - Tutti, o quasi, in classe il 15 settembre. Mentre circa mezzo milione di studenti è ancora alle prese con gli esami di maturità (gli orali sono in corso in questi giorni), sono ormai pronti i calendari regionali per il prossimo anno scolastico (2008-2009). I cancelli delle scuole italiane si apriranno il 15 settembre per la gran parte dei ragazzi. Hanno, infatti, scelto questa data per la prima campanella dell’anno Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio (per il primo ciclo, per il secondo ciclo è il giorno successivo), Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta.A sedere, però, sui banchi per primi saranno gli studenti della Lombardia, l’8 settembre, e quelli dell’Alto Adige, il 10 settembre. Con più calma inizieranno gli studenti della Sicilia, il 17 settembre.

"Grembiule in classe? Perché no" A lanciare la proposta, durante l’audizione del ministro dell’Istruzione, è stata una giovanissima parlamentare del Pdl, Gabriella Giammanco. E Mariastella Gelmini non l’ha affatto scartata. «La proposta di ripristinare l’uso del grembiule a scuola è da prendere in considerazione. Le motivazioni sottese sono convincenti. Non soltanto, infatti - ha osservato il ministro - è un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età. Dare pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante ed è curioso - ha concluso il ministro - che venga da una delle più giovani parlamentari».

Bimbi rom, in 23mila non studiano All’appello in classe mancano almeno 23 mila bimbi rom, ha sottolineato la Gelmini, intervenendo dopo l’ennesimo riferimento, durante il dibattito in commissione Istruzione alla Camera, alla vicenda rom-impronte digitali. «Su almeno 35 mila bambini rom che dovrebbero frequentare la scuola, gli iscritti - ha detto il ministro - sono 12 mila. Uno Stato - ha aggiunto - non può dirsi cattolico o attento se fa finta di non vedere che i bambini rom non vanno a scuola e vengono invece utilizzati per l’accattonaggio».

Aumenti agli insegnanti Per adeguare gli stipendi degli insegnanti italiani a quelli dei loro colleghi europei non bastano uno o due anni. Lo ha detto chiaramente, in occasione il ministro Mariastella Gelmini. «Per la prima volta - ha detto rispondendo a una domanda dei cronisti sull’incongruenza tra i tagli previsti nella manovra economica e la volontà di adeguare le retribuzioni dei docenti agli standard europei - il 30% dei risparmi ottenuti con i tagli non verranno reinvestiti in altri settori ma nella scuola. L’impegno è di utilizzare quel 30% sulla premialità. È un segnale di partenza. È chiaro che il percorso per adeguare gli stipendi non si ottiene con un anno e nemmeno due. Però è un percorso che viene avviato. Innescando il merito, qualche segnale positivo ne potrà derivare. Poi naturalmente serviranno altri provvedimenti sui quali stiamo ragionando». Gelmini ha poi ricordato che la situazione ereditata «è pesante». «È deludente vedere - ha aggiunto - come si voglia attribuire la responsabilità a una parte politica senza guardare ai problemi nella loro gravita e totalità. La situazione economica che ereditiamo non è nè di destra nè di sinistra, francamente farne un’occasione di attacco alla maggioranza non mi preoccupa ma credo sia sterile».